I leader dei Paesi dell'Alleanza atlantica si riuniscono in Turchia per un vertice che si annuncia teso, con al centro ancora una volta la richiesta americana di aumentare la spesa per la difesa. Donald Trump arriva all'appuntamento deciso a incassare risultati concreti dagli impegni presi lo scorso anno, come ricostruisce NPR.
Il pressing sul 5%
Il nodo è l'obiettivo, fissato nel 2025, di portare la spesa per la difesa al 5% del prodotto interno lordo. Trump non intende aspettare i tempi lunghi previsti per il traguardo e chiede agli alleati uno sforzo immediato. Le situazioni nazionali sono diverse: i Paesi baltici e la Polonia hanno già tracciato un percorso rapido, la Germania si è mossa con una manovra straordinaria, mentre altri Stati procedono più lentamente. L'Italia, guidata al tavolo da Giorgia Meloni, si attesta quest'anno intorno al 2,8% del Pil tra difesa e sicurezza e ha più volte invitato a ragionare sull'agenda dell'Alleanza al di là delle sole percentuali.
La telefonata con Putin
A rendere ancora più delicato il quadro è quanto avvenuto alla vigilia. Trump ha avuto un lungo colloquio telefonico, di circa un'ora e mezza, con Vladimir Putin, al termine del quale ha dichiarato che il presidente russo "vuole la pace", come riferisce NBC News. Nella stessa fase ha parlato anche con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L'amministrazione statunitense insiste su un rinnovato impulso ai negoziati per chiudere la guerra in Ucraina.
L'Europa serra le fila
La posizione di Washington preoccupa diverse capitali europee, che temono un progressivo disimpegno americano. I principali Paesi dell'Unione, dalla Francia alla Germania fino a Italia e Polonia, si sono mossi in coordinamento per ribadire il sostegno a Kiev e per mostrarsi uniti di fronte alle pressioni. Sullo sfondo resta il timore che un'intesa cercata sopra la testa degli europei possa indebolire la loro sicurezza.
Le priorità dell'Alleanza
Il segretario generale della NATO Mark Rutte ha indicato come priorità del vertice l'aumento della spesa per la difesa, il rafforzamento della capacità produttiva europea nel settore e il sostegno militare all'Ucraina. Il confronto in Turchia misura così non solo i bilanci futuri, ma la stessa coesione di un'Alleanza attraversata da tensioni crescenti tra le due sponde dell'Atlantico.



