Se ne va uno dei grandi nomi della scienza agraria italiana, capace di legare il rigore della ricerca a un simbolo della tavola. È morto Angelo Garibaldi, il "Dottor Fiori", come riferisce l'ANSA.

Chi era

Garibaldi, 88 anni, era professore emerito di patologia vegetale all'Università di Torino e una figura di primo piano della fitopatologia italiana e internazionale. Nato nel 1938 a Cipressa, in provincia di Imperia, proveniva da una famiglia di floricoltori: un legame con la terra e con le piante che ha accompagnato tutta la sua vita e la sua carriera scientifica, durata oltre sessant'anni.

Il "Dottor Fiori"

Il soprannome affettuoso di "Dottor Fiori" nasce proprio dai suoi studi sulle malattie delle piante ornamentali e dalla scoperta di numerosi agenti patogeni. Nel corso della sua attività ha firmato oltre mille pubblicazioni scientifiche e ha formato generazioni di ricercatori e tecnici, diventando un punto di riferimento riconosciuto ben oltre i confini nazionali.

La difesa del basilico

Tra i contributi più noti al grande pubblico c'è quello legato al basilico, la pianta che è l'anima del pesto ligure. Le sue ricerche sulle malattie di questa coltura hanno aiutato a proteggerla, salvaguardando un prodotto dal forte valore identitario e culturale per la Liguria. Da qui l'epiteto di uomo che ha "salvato il pesto", un modo popolare per riconoscere quanto la scienza, spesso silenziosa, incida sulla vita quotidiana e persino su ciò che finisce nel piatto.

Una vita per la ricerca

Nel suo percorso accademico Garibaldi è stato preside della Facoltà di Agraria dell'Università di Torino e prorettore dell'ateneo, oltre che tra i fondatori e a lungo presidente del centro di competenza Agroinnova. A ricordarlo è stata Maria Lodovica Gullino, che lo ha descritto come un "uomo di scienza autentica, capace di guardare avanti fino all'ultimo giorno". Un lascito che continuerà a vivere nelle sue scoperte e nel lavoro di chi ha saputo formare.