Il segno che attraversa i secoli
C'è un gesto che unisce geni lontanissimi nel tempo: posare uno strumento su un foglio bianco e tracciare un segno. Da questo impulso comune nasce la mostra dedicata al disegno che il Castello Sforzesco di Milano dedica a una selezione di opere su carta provenienti dal proprio Gabinetto dei Disegni — una delle raccolte civiche più importanti d'Italia, con migliaia di fogli dal Quattrocento al Novecento.
Da Leonardo al pop di Haring
Il percorso mette in dialogo epoche apparentemente inconciliabili. Si va dai fogli di studio di Leonardo da Vinci, di rara intensità, fino al tratto inconfondibile di Keith Haring, come racconta l'ANSA. In mezzo, secoli di storia dell'arte: le caricature settecentesche, i ritratti dell'Ottocento, le suggestioni simboliste e le prime tensioni dinamiche che annunciano il futurismo. Un viaggio che mostra come il disegno abbia cambiato funzione — da strumento preparatorio per dipinti e sculture a opera autonoma — senza mai perdere la sua immediatezza.
Un linguaggio universale
Il messaggio della mostra è chiaro: il disegno non è un'arte minore, un semplice passaggio verso qualcosa di più compiuto, ma un linguaggio in cui l'intenzione dell'artista si manifesta nella forma più diretta. La mano che ha trattenuto il respiro davanti a uno studio rinascimentale è, in fondo, la stessa che ha tracciato le figure danzanti di Haring. Con l'ingresso gratuito, l'esposizione si propone come un invito aperto a tutti a riscoprire la bellezza del segno — il primo, e forse più sincero, gesto dell'arte. (Per orari e date aggiornate si rimanda alle informazioni ufficiali del Castello.)



