In questi giorni di fine giugno l'Europa è schiacciata da un caldo eccezionale, con diversi Paesi in allerta rossa. Dietro questo evento c'è un meccanismo atmosferico preciso che gli esperti chiamano "cupola di calore" (in inglese heat dome).

Cos'è una cupola di calore

Una cupola di calore si forma quando una vasta area di alta pressione si stabilizza sopra una grande porzione di continente e vi resta bloccata per giorni. Come spiega il sito specializzato Severe Weather Europe, questa alta pressione funziona come un coperchio: intrappola l'aria calda a tutti i livelli dell'atmosfera. L'aria, costretta a scendere verso il suolo, si comprime e si riscalda ulteriormente, mentre il cielo sereno lascia passare il sole senza ostacoli. Il risultato è un accumulo progressivo di calore.

Perché il caldo dura così a lungo

La caratteristica più insidiosa della cupola di calore è la sua persistenza. Finché il blocco di alta pressione non viene scalzato da una perturbazione, l'aria calda continua a ristagnare e ad accumularsi giorno dopo giorno. Anche le notti restano calde — le cosiddette notti tropicali — impedendo all'organismo di recuperare.

Cosa sta succedendo in Europa e in Italia

L'ondata sta colpendo gran parte del continente. Secondo la CNBC, diversi Paesi hanno emesso allerte rosse con temperature oltre i 40°C, con la Francia attesa fino a 43-45°C e il Regno Unito vicino ai 40°C nel sud dell'Inghilterra.

In Italia il caldo si concentra soprattutto sulle pianure del Nord, dove i valori salgono verso i 40°C. Il Ministero della Salute, che monitora quotidianamente 27 città durante l'estate con il sistema dei bollini (verde, giallo, arancione e rosso), ha già contrassegnato col bollino rosso diversi centri urbani. Il bollino rosso indica il livello di rischio più alto, con effetti potenzialmente pericolosi anche per le persone sane e attive.

Il legame con il cambiamento climatico

Un singolo evento meteo non è di per sé prova del riscaldamento globale, ma la tendenza di fondo è chiara. Il servizio europeo Copernicus Climate Change sottolinea che questi episodi sono coerenti con il rapido riscaldamento dell'Europa, il continente che si riscalda più velocemente, con temperature in crescita di circa 0,56°C per decennio dalla metà degli anni '90 — più del doppio della media globale. La conseguenza è che le ondate di calore diventano più frequenti, più intense e tendono a presentarsi sempre più presto nella stagione.

Come proteggersi

Il Ministero della Salute e la Protezione Civile indicano alcune regole semplici ma efficaci:

  • Idratarsi spesso: bere acqua a sufficienza anche senza avvertire lo stimolo della sete, e mangiare frutta e verdura.
  • Evitare le ore più calde: non uscire e non fare attività fisica nelle ore centrali della giornata, quando il sole è più forte.
  • Rinfrescare la casa: schermare le finestre nelle ore di sole e usare ventilatori o climatizzatori senza esagerare.
  • Attenzione ai soggetti fragili: anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza e persone con malattie croniche sono i più a rischio. Negli anziani la disidratazione può manifestarsi senza sete evidente.
  • Limitare alcol e pasti pesanti, che aumentano la produzione di calore dell'organismo.

In caso di malori legati al caldo (capogiri, nausea, confusione) è importante spostarsi al fresco, idratarsi e, nei casi più seri, chiamare i soccorsi.