I Mondiali del 2026, ospitati da Stati Uniti, Messico e Canada, segnano la più grande rivoluzione nella storia del torneo. Si passa da 32 a 48 squadre, e con esse cambia tutta l'architettura della competizione. Ma più posti significano davvero più giustizia sportiva? Sul punto il dibattito è acceso.

Come funziona il nuovo formato

Le 48 nazionali sono divise in 12 gironi da 4 squadre, come confermato dalla FIFA. Ogni squadra gioca tre partite nel girone, come in passato. Ad avanzare sono le prime due di ogni gruppo, alle quali si aggiungono le otto migliori terze classificate: in totale 32 squadre su 48 superano la fase a gironi, prima di un inedito turno a eliminazione diretta da 32. Il torneo cresce di dimensioni, passando da 64 a 104 partite complessive, secondo quanto riportato anche da Al Jazeera.

Il rompicapo delle 'migliori terze'

Qui nasce il primo problema di chiarezza. Per stabilire quali otto terze passano, la FIFA mette in fila tutte e dodici le squadre arrivate terze e le ordina per punti, differenza reti, gol segnati e altri criteri, come riassume la voce dedicata di Wikipedia sulla base dei regolamenti FIFA.

Il meccanismo è matematicamente corretto ma poco intuitivo: durante le ultime giornate, una squadra terza non sa con certezza se le basterà il pareggio o servirà la vittoria, perché il suo destino dipende anche da risultati di altri gironi. Tifosi e allenatori si ritrovano così a fare calcoli in tempo reale su classifiche incrociate, con esiti che possono cambiare fino all'ultimo minuto.

Partite in contemporanea e rischio 'biscotto'

Un punto a favore della riforma riguarda l'integrità. Adottando 12 gironi da 4 invece dei 16 da 3 inizialmente ipotizzati nel 2017, la FIFA ha potuto mantenere le ultime due partite di ogni girone in contemporanea: una garanzia importante contro i risultati di comodo, il celebre 'biscotto'. L'ipotesi dei gironi da tre era stata scartata proprio perché aumentava il rischio di accordi tra le squadre in campo.

Resta però un rischio residuo: con il sistema delle migliori terze, un risultato può talvolta convenire a entrambe le contendenti, perché anche chi chiude terza spera nel ripescaggio. La contemporaneità riduce l'incentivo all'accordo esplicito, ma non lo elimina del tutto.

Pro e contro

A favore: più nazioni coinvolte, maggiore inclusione di federazioni emergenti, più ricavi e più spettacolo. Contro: un torneo più lungo, gironi con meno tensione perché passa anche chi arriva terza, e la difficoltà oggettiva per il pubblico di seguire una classifica così articolata. Per molti critici il prezzo dell'allargamento è una fase a gironi meno emozionante e meno leggibile. Il verdetto, come sempre, lo darà il campo.