DAZN è passata dalla lotta tecnica alla pirateria a quella giudiziaria contro i singoli spettatori. A confermarlo è stato Romano Righetti, general counsel di DAZN Italia, secondo cui la piattaforma ha cominciato ad avviare azioni legali contro coloro che sono stati identificati e sanzionati dalla Guardia di Finanza, come riportato dall'ANSA.

Contro chi si rivolge DAZN

Nel mirino non ci sono i gestori dei server pirata, ma gli utenti finali: chi ha usato decoder o app per vedere le partite senza abbonamento, il cosiddetto "pezzotto". Si tratta di soggetti già individuati dalle indagini della Guardia di Finanza e per questo già destinatari di una sanzione amministrativa da parte dello Stato. È bene distinguere i due piani: la richiesta civile di DAZN è un'iniziativa privata dell'azienda, mentre la multa è la sanzione pubblica già comminata.

La lettera e la cifra richiesta

Lo strumento scelto è una lettera di richiesta risarcitoria. Secondo le ricostruzioni di QuiFinanza e La Legge per Tutti, il documento propone una conciliazione: il pagamento di 500 euro a titolo di indennizzo forfettario e l'impegno a non ripetere l'illecito, di norma entro pochi giorni. In caso di mancato pagamento, DAZN preannuncia un'azione in sede civile con richiesta di danni potenzialmente più alti, sulla base della legge sul diritto d'autore (legge 633/1941) e della normativa antipirateria.

Va sottolineato che i 500 euro sono una proposta transattiva privata, non una sanzione ufficiale: pagare non è automatico e diverse fonti consigliano di consultare un legale prima di versare somme. Le associazioni dei consumatori stanno valutando la legittimità dell'iniziativa.

Il contesto: legge antipirateria e Piracy Shield

L'offensiva si inserisce nel quadro rafforzato dalla legge antipirateria italiana e dalla piattaforma "Piracy Shield" gestita dall'AGCOM, il sistema che consente di bloccare in pochi minuti i flussi IPTV illegali durante le partite. Accanto al blocco tecnico, la normativa prevede sanzioni anche per chi guarda: la multa amministrativa all'utente parte, secondo le ricostruzioni, da un minimo di 154 euro e può salire nei casi più gravi.

Righetti ha quantificato il peso del fenomeno in oltre 900.000 euro al giorno di danno, lamentando che i procedimenti amministrativi e penali siano più lenti dell'azione dei pirati. È una stima dichiarata dall'azienda, da leggere come tale.

Cosa rischia chi guarda lo streaming illegale

Chi fruisce di trasmissioni pirata si espone a un triplice rischio: la sanzione amministrativa della Guardia di Finanza, l'eventuale procedimento penale per violazione del diritto d'autore e, ora, la richiesta civile di risarcimento da parte dei titolari dei diritti come DAZN. Il messaggio dell'azienda è chiaro: l'utente finale non è più considerato fuori dalla portata delle azioni legali.