Il Mondiale arriva all'anagrafe

Non serve essere in campo per lasciare il segno. Il Perù, che non si è qualificato per i Mondiali, si è comunque appassionato al torneo a modo suo: all'anagrafe. Secondo il Registro nazionale di identificazione e stato civile (Reniec), almeno 559 neonati sono stati registrati con un nome ispirato a Erling Haaland durante la competizione. Di questi, 468 hanno ricevuto semplicemente il nome "Haaland", mentre 91 portano il nome completo "Erling Haaland". E i numeri, fanno sapere, sono ancora in aggiornamento.

Perché proprio Haaland

Dietro l'ondata di piccoli Haaland c'è una prestazione rimasta impressa. A far scattare la passione dei tifosi peruviani è stata la doppietta con cui l'attaccante norvegese ha eliminato il Brasile agli ottavi di finale, trascinando la Norvegia a una storica qualificazione ai quarti. Un colpo di scena capace di conquistare anche un pubblico lontano, quello sudamericano, che nel bomber di Leeds ha trovato un nuovo idolo da tramandare, letteralmente, di generazione in generazione.

Una tradizione tutta peruviana

Il caso, per quanto curioso, non è isolato. In Perù la moda di battezzare i figli con i nomi dei campioni ha radici solide. Nei registri anagrafici, il primato assoluto spetta a Neymar, con quasi 34mila persone che ne portano il nome. Seguono altri fuoriclasse: circa 3.402 Messi, 1.241 Yamal e 1.185 Cristiano Ronaldo.

Numeri che raccontano più di una semplice curiosità: dicono quanto il calcio, nei Paesi in cui è passione popolare, entri nella vita quotidiana fino a diventare eredità familiare. Per i nuovi piccoli Haaland peruviani, il legame con un Mondiale e con un gol resterà scritto, per sempre, nel loro nome.