Colpevole, ma libera di correre per l'Eliseo. La Corte d'appello di Parigi ha confermato la condanna di Marine Le Pen nel processo sui fondi europei, riducendo però le pene e aprendo di fatto la strada alla sua candidatura alle presidenziali del 2027, come riferisce l'ANSA.
Il caso
Al centro della vicenda c'è quello che i giudici hanno definito un vero e proprio sistema per dirottare verso il partito i fondi del Parlamento europeo destinati agli assistenti parlamentari, con un danno stimato in 2,8 milioni di euro. I fatti contestati riguardano gli anni tra il 2004 e il 2016. La Corte ha riconosciuto la responsabilità di Le Pen, pur sottolineando che la leader non si è arricchita personalmente.
La pena ridotta
In appello le sanzioni sono state alleggerite rispetto al primo grado. La condanna è di tre anni, di cui uno da scontare con il braccialetto elettronico e il resto sospeso. Soprattutto, l'interdizione dai pubblici uffici è stata ridotta a 45 mesi, di cui 30 sospesi: dei 15 mesi effettivi, il periodo è di fatto già trascorso, essendo l'ineleggibilità stata applicata sin dalla sentenza di primo grado del marzo 2025. È questo il passaggio che consente a Le Pen di potersi ripresentare alle urne. Nel motivare lo sconto, i giudici hanno citato il tempo trascorso dai fatti e l'assenza di arricchimento personale.
"Sono innocente"
La leader del Rassemblement National ha reagito annunciando la propria candidatura e proclamandosi innocente. Ha presentato ricorso in Cassazione, l'ultimo grado di giudizio, che ha effetto sospensivo: significa che, almeno fino alla decisione della suprema corte, non dovrà indossare il braccialetto elettronico. Una condizione che in precedenza aveva ritenuto incompatibile con una corsa all'Eliseo. La Cassazione, secondo le previsioni, potrebbe pronunciarsi non prima della fine di gennaio 2027, a ridosso della campagna elettorale.
Il quadro politico
La vicenda giudiziaria si intreccia con gli equilibri interni della destra francese. Accanto a Le Pen resta il giovane presidente del partito Jordan Bardella, indicato da tempo come possibile alternativa in caso di impedimento della leader. Con l'ineleggibilità ormai superata, Marine Le Pen rivendica però il diritto di guidare in prima persona la sfida per l'Eliseo, in un Paese che si prepara a una campagna presidenziale destinata a essere tra le più combattute degli ultimi anni.



