Donald Trump allarga il fronte della polemica con Roma e, in un'intervista a Tgcom24, mette nel mirino l'intera Alleanza atlantica. «Non sono deluso solo dall'Italia, ma anche da tutti i leader della NATO», ha dichiarato il presidente americano il 21 giugno, arrivando a evocare l'ipotesi più drastica: «Non so se ritirarmi dall'Alleanza atlantica». Parole che chiudono tre giorni tra i più tesi mai registrati tra i due governi.

Su cosa verte la delusione

Il nodo, secondo quanto riportato dall'ANSA, è il mancato sostegno degli alleati nel momento del bisogno. Trump ha rivendicato di aver speso enormi cifre per proteggere l'Italia e ha lamentato che, quando Washington ha chiesto un gesto di reciprocità, si è vista rispondere di no. Il riferimento è al dossier iraniano: secondo il presidente, l'Italia non si è mostrata disposta a partecipare ad azioni coordinate contro la "minaccia nucleare" di Teheran. Stando al racconto del Foglio, Trump ha accusato Roma di non aver garantito agli Stati Uniti l'uso delle basi durante le operazioni e di non aver appoggiato gli interessi americani nello Stretto di Hormuz.

Nell'intervista Trump ha criticato la premier Giorgia Meloni, pur precisando di parlare della NATO in generale. Alla domanda diretta se stesse valutando l'uscita dall'Alleanza, ha risposto in modo evasivo.

Il contesto: il vertice NATO e il 5%

Lo scontro si innesta su un terreno già sensibile, quello della spesa militare. Al vertice NATO dell'Aia del 2025 gli alleati avevano sottoscritto l'impegno a portare la spesa per difesa e sicurezza al 5% del PIL entro il 2035. Meloni aveva firmato l'accordo assicurando che si trattava di un percorso "sostenibile" e che "non verrà tolto un euro alle priorità degli italiani". Un contesto che aiuta a leggere l'irritazione della Casa Bianca, acuita dalle frizioni recenti sul dossier mediorientale.

Le reazioni italiane

Palazzo Chigi ha scelto la linea del silenzio strategico: dopo lo scambio durissimo del fine settimana, Meloni ha deciso di non replicare più agli attacchi, dopo essersi già detta sorpresa dalla narrazione di Trump e aver rivendicato che l'Italia rispetta gli accordi militari presi.

Il resto del governo punta sulla rassicurazione. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito che i rapporti con Washington restano "solidi" e che l'Italia "non è suddita" di nessuno; il ministro della Difesa Guido Crosetto ha definito la relazione molto solida, confermando la disponibilità italiana a un eventuale intervento su Hormuz soltanto nei quadri di sicurezza appropriati. Una doppia mossa — non alimentare la polemica, ma difendere la sostanza del legame transatlantico — con cui Roma prova a tenere in piedi un rapporto storico nonostante la tensione.