L'Avana annuncia la svolta
L'Assemblea nazionale cubana ha approvato all'unanimità, il 19 giugno 2026, un pacchetto di 176 misure economiche che rappresentano, secondo diversi esperti, il cambiamento più profondo dell'economia dell'isola dalla rivoluzione del 1959. Le misure, presentate dal primo ministro Manuel Marrero, puntano a ridurre il ruolo dello Stato e ad attrarre capitali nazionali e stranieri, come riporta Euronews.
Tra le novità principali: gli investitori stranieri non saranno più obbligati a costituire joint venture con enti statali; saranno autorizzate grandi imprese private; cubani residenti all'estero e investitori esteri potranno acquisire quote in società pubbliche; nasceranno banche private per la prima volta in decenni. Il presidente Miguel Díaz-Canel ha però tenuto a precisare che le misure non sono una resa al capitalismo, ribadendo «l'impegno verso il sistema socialista». Il modello di riferimento dichiarato, secondo CBS News, sono le economie miste di Vietnam e Cina.
Una crisi senza precedenti
L'urgenza si comprende guardando alle condizioni dell'isola. Cuba affronta gravi carenze di cibo, carburante, acqua potabile e medicinali, con blackout che secondo le ricostruzioni durano spesso oltre 20-30 ore consecutive. Dall'inizio dell'anno, riferisce Euronews, una sola petroliera russa avrebbe attraccato nei porti cubani: il venir meno delle forniture di greggio agevolato dal Venezuela ha tolto all'Avana uno dei suoi ultimi sostegni esterni. Il governo attribuisce le difficoltà soprattutto all'embargo statunitense, pur ammettendo anche fattori interni come la burocrazia.
Scetticismo e ostacoli
Nonostante l'ampiezza annunciata, analisti e osservatori restano cauti. Il nodo è strutturale: molti investitori internazionali che facessero affari con Cuba rischiano penalità nel sistema finanziario americano. Senza un allentamento delle sanzioni di Washington, buona parte delle 176 misure rischia di rimanere inapplicabile nella pratica. A pesare è anche l'assenza di un calendario: Marrero, riferisce Euronews, non ha annunciato tempistiche di attuazione.
Sul fronte diplomatico qualche apertura sembra in corso: sempre secondo Euronews, il vicepresidente americano JD Vance ha indicato che Washington sta conducendo colloqui con il governo cubano, senza però che sia stato annunciato alcun accordo concreto.
Perché conta
La svolta cubana si inserisce in un momento di ridefinizione degli equilibri nel Caribe e nel rapporto con gli Stati Uniti. Che le 176 riforme bastino a invertire la rotta — o che restino soprattutto un segnale politico verso possibili interlocutori internazionali — è una domanda cui solo l'attuazione concreta potrà rispondere. Per ora, l'isola comunista ha scelto di smontare alcuni dei pilastri della sua economia rivoluzionaria nel tentativo, dichiarato, di salvare il sistema.



