Lo strappo tra Roma e Washington si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo gli attacchi pubblici di Donald Trump alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni — culminati nelle frasi sulla foto "implorata" a margine del G7 e sull'assenza italiana al tavolo NATO sullo Stretto di Hormuz — è intervenuto anche Steve Bannon, ex capo stratega della prima amministrazione Trump e oggi voce di riferimento del fronte sovranista americano.

Le parole di Bannon

Secondo quanto riportato dalla stampa italiana, Bannon avrebbe dichiarato che «ci saranno conseguenze» e che Meloni «non è un'amica degli Usa», sostenendo che la premier «non è mai stata pontiera tra noi e l'Ue». Le frasi, attribuite all'ex stratega da la Repubblica e rilanciate dalle rassegne, si inseriscono in un solco già tracciato. In una precedente intervista allo stesso quotidiano, ripresa anche da Brussels Signal, Bannon aveva attaccato la premier accusandola di aver tradito le radici nazionaliste, definendola «una globalista a tutti gli effetti» che «ha giocato la partita dell'Ue perché aveva bisogno dei soldi».

Il contesto dello scontro

La miccia è stata accesa dalle parole di Trump, che in un'intervista aveva sostenuto che Meloni lo avesse "implorato" per una foto al G7. La premier ha replicato seccamente: "Io e l'Italia non imploriamo mai", bollando le frasi come inventate. La crisi ha avuto effetti concreti: il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annullato la sua visita al Business Forum Italia-Usa di Miami, parlando di parole gravi e offensive verso l'intero Paese, come riportato da Sky TG24.

Il significato politico

L'affondo di Bannon non ha valore istituzionale — non ricopre alcun incarico di governo — ma è politicamente significativo. Storicamente vicino alle posizioni della destra italiana, l'ex stratega segnala oggi una rottura che riflette le tensioni dentro l'universo trumpiano e l'ipotesi che Washington possa cercare altri interlocutori sul continente. Resta da capire cosa si intenda concretamente per "conseguenze": al momento si tratta di un avvertimento politico, non di misure annunciate. La portata reale dipenderà dall'evoluzione dei rapporti tra le due capitali nelle prossime settimane.