Chi temeva di ritrovarsi con un documento da buttare può tirare un sospiro di sollievo, ma solo a metà. Il Consiglio dei ministri ha deciso di prorogare la validità delle vecchie carte d'identità cartacee oltre il termine del 3 agosto 2026, la data che fino a poche settimane fa avrebbe reso inutilizzabili milioni di documenti ancora formalmente in corso. La proroga, però, è accompagnata da un paletto importante: la carta di carta resta valida soltanto in Italia, non per viaggiare all'estero.
Cosa cambia rispetto al 3 agosto
La data del 3 agosto 2026 era stata fissata in applicazione delle nuove regole europee sulla sicurezza dei documenti. Da quel giorno, in teoria, tutte le carte cartacee sarebbero diventate inutilizzabili. Il timore era quello di lasciare di colpo senza un documento valido i cittadini ancora in possesso di una carta di carta non scaduta, in attesa di ottenere la Carta d'Identità Elettronica (CIE).
Con la proroga, invece, le carte cartacee non ancora scadute restano valide fino alla loro scadenza naturale, cioè fino alla data stampata sul documento stesso. Non bisogna quindi correre a sostituirle, come chiarito anche dal Comune di Firenze, che spiega come «la validità del vecchio documento si estenda anche oltre il 3 agosto» tornando a fare fede la scadenza naturale riportata sulla carta.
Solo in Italia: il limite da conoscere bene
Qui sta il punto più delicato, e va letto con attenzione. La proroga riguarda esclusivamente l'uso sul territorio nazionale: in particolare i rapporti con la Pubblica Amministrazione e con i soggetti che erogano servizi pubblici (uffici comunali, banche, sportelli, servizi essenziali).
Per l'espatrio, invece, vale ancora il termine del 3 agosto 2026: da quella data la carta d'identità cartacea perde la validità come documento di viaggio. Lo ribadisce lo stesso Comune di Firenze, secondo cui «per l'espatrio restano valide le regole europee e dunque si applica la scadenza del 3 agosto»: per varcare la frontiera servono il passaporto o la carta elettronica. La ragione è negli standard di sicurezza europei, che su questo punto non ammettono deroghe.
In pratica: se hai in tasca una carta di carta, puoi continuare a usarla allo sportello del Comune o in banca, ma non per attraversare una frontiera, nemmeno verso un Paese dell'Unione Europea.
Per viaggiare serve la CIE o il passaporto
Chi ha in programma un viaggio fuori dai confini italiani deve quindi munirsi di un documento valido per l'espatrio. Le opzioni sono due:
- la Carta d'Identità Elettronica (CIE), valida come documento di viaggio nei Paesi UE e in quelli che la accettano;
- il passaporto, sempre valido per l'estero.
L'invito, ribadito anche da Il Sole 24 Ore e da Fanpage, è di verificare per tempo la scadenza del proprio documento e, se si possiede ancora la sola carta cartacea, di prenotare il rilascio della CIE senza aspettare l'ultimo momento, vista la prevedibile pressione sugli uffici comunali soprattutto sotto l'estate.
Chi è interessato e cosa fare
La misura riguarda tutti i cittadini italiani in possesso di una carta d'identità cartacea ancora valida. Per loro la regola è semplice: il documento di carta resta buono per la vita quotidiana entro i confini nazionali fino alla scadenza naturale, mentre per varcare la frontiera occorre già da subito pensare alla CIE o al passaporto.
Per i casi di urgenza, infine, è previsto che i Comuni possano rilasciare un documento d'identità provvisorio a chi, con la carta cartacea ormai scaduta, sia in attesa del rilascio di quella elettronica. Chi possiede già la CIE, invece, non deve fare nulla: è pienamente valida sia in Italia sia come documento di viaggio.



