L'ondata di caldo che in questi giorni investe l'Italia e gran parte dell'Europa riporta in primo piano un rischio che ogni estate fa vittime, soprattutto tra le persone più fragili: i malori da caldo. Conoscere i segnali e le regole di base è il modo più semplice per proteggere se stessi e chi ci sta accanto.
Colpo di calore e colpo di sole: non sono la stessa cosa
I due termini vengono spesso confusi, ma indicano situazioni diverse. Il colpo di calore è legato soprattutto alle condizioni ambientali: temperatura molto elevata, alto tasso di umidità e scarsa ventilazione mettono in crisi la capacità del corpo di disperdere il calore. Come spiega Humanitas, in questi casi la temperatura corporea può superare i 41 °C, la cute diventa calda e nella metà dei casi manca del tutto la sudorazione. Il colpo di sole, o insolazione, dipende invece dall'esposizione diretta ai raggi solari, in particolare sul capo, con effetti cutanei simili a ustioni e mal di testa pulsante.
I sintomi a cui fare attenzione
Secondo la Croce Rossa Italiana, i segnali del colpo di calore comprendono pelle calda e arrossata, mal di testa, nausea, vertigini, debolezza e spossatezza, fino a vomito, febbre elevata e stato confusionale. Nei casi più gravi si arriva alla perdita di coscienza. Campanelli d'allarme più sfumati, ma da non sottovalutare, sono crampi muscolari, palpitazioni e calo della pressione: spesso sono i primi segni di disidratazione.
Chi rischia di più
L'Istituto Superiore di Sanità individua alcune categorie particolarmente vulnerabili: gli anziani (soprattutto dai 75 anni in su), i bambini molto piccoli (0-4 anni), che si disidratano più rapidamente, le donne in gravidanza e i malati cronici. Pesano anche l'isolamento sociale, l'abitazione poco ventilata e l'assunzione di alcuni farmaci. Attenzione: le terapie non vanno mai sospese da soli, ma occorre consultare il medico per eventuali aggiustamenti.
Cosa fare in caso di emergenza
Davanti a un colpo di calore conclamato il tempo è decisivo. La Croce Rossa indica di chiamare subito il 112 (o il 118), perché si tratta di una condizione potenzialmente letale. In attesa dei soccorsi:
- spostare la persona in un luogo fresco, ombreggiato e ventilato;
- liberarla dagli abiti stretti;
- raffreddare il corpo con panni freschi e umidi, insistendo su nuca, polsi, caviglie, inguine e ascelle;
- se è cosciente, farle bere acqua fresca a piccoli sorsi;
- monitorare costantemente le condizioni.
Non somministrare bevande a chi è incosciente o confuso e non usare acqua ghiacciata in modo brusco.
Le regole della prevenzione
Il decalogo del Ministero della Salute punta su poche mosse efficaci. Idratazione: bere molto, almeno un litro e mezzo d'acqua al giorno anche senza avvertire la sete, e mangiare frutta e verdura fresche. Orari: evitare di uscire e di fare attività fisica nelle ore più calde della giornata. Ambienti: mantenere la casa fresca e ventilata, schermando le finestre nelle ore di sole. Abbigliamento: capi leggeri, chiari e traspiranti, protezione del capo e creme solari all'aperto.
Un'ultima raccomandazione vale soprattutto per gli anziani che vivono soli: tenere d'occhio segnali come la riduzione delle normali attività quotidiane, che possono indicare un peggioramento. Nel dubbio, in caso di malore serio, si chiama sempre il 112 o il 118.



