La penisola nel mirino

Da settimane la Crimea — annessa dalla Russia nel 2014, in violazione del diritto internazionale — è al centro di una campagna ucraina condotta con droni a lungo raggio. Secondo fonti ucraine riprese da Al Jazeera e dal Kyiv Independent, tra i bersagli figurano la rete elettrica di Simferopoli e una sottostazione chiave di Sebastopoli, colpite intorno al 24 giugno, con blackout che secondo le stesse fonti avrebbero interessato circa metà della penisola.

Sempre stando alle rivendicazioni ucraine — che in tempo di guerra non sono verificabili in modo indipendente — sarebbero stati colpiti anche il cantiere navale di Kerch, sistemi di difesa aerea e installazioni militari. Le affermazioni di entrambe le parti vanno quindi prese con cautela e attribuite a chi le formula.

Lo stato di emergenza

Il 26 giugno 2026 i governatori nominati da Mosca — Sergei Aksyonov per la Crimea e Mikhail Razvozhayev per Sebastopoli — hanno dichiarato lo stato di emergenza, l'uno a livello regionale, l'altro cittadino. Come riferisce The Moscow Times, Aksyonov ha spiegato che la misura serve a «semplificare» le procedure di risarcimento dei danni materiali, mentre la dichiarazione consente alle imprese di invocare clausole di forza maggiore e ai residenti di chiedere indennizzi per gli apparecchi danneggiati.

La finalità è dunque soprattutto amministrativa e finanziaria, ma segnala l'entità dei danni accumulati. Tra le conseguenze citate dalle stesse autorità filorusse: cali di pressione idrica a Sebastopoli, blackout prolungati con temperature elevate e l'invito ai residenti a limitare i consumi energetici.

Code al Ponte di Kerch e vita quotidiana

Sul piano della vita quotidiana, l'unico collegamento stradale tra la Crimea e la Russia continentale, il Ponte di Kerch, ha registrato lunghe code per via delle ispezioni intensificate. Alcune fonti di stampa riferiscono di un drastico calo delle prenotazioni turistiche sulla penisola e della sospensione, dal 21 giugno, delle vendite di carburante ai civili per le carenze lungo le linee logistiche — dati che restano da confermare in modo indipendente.

Le reazioni: «isolare la Crimea»

Da parte ucraina, secondo quanto riportato dal Kyiv Independent, l'intelligence di Kyiv ha dichiarato di voler trasformare la penisola in «una zona di perdite costanti» per le forze russe. Mosca, dal canto suo, ha risposto soprattutto con misure di gestione dell'emergenza, evitando toni trionfalistici sul piano militare.

Vittime: dati incerti

Sulle vittime la situazione è confusa e impone prudenza. Al Jazeera ha riferito di morti in alcune regioni russe (Nizhny Novgorod e Belgorod) attribuiti ad attacchi di droni ucraini, mentre per la Crimea fonti filorusse avevano segnalato vittime in un attacco precedente, intorno al 21 giugno, senza conferme indipendenti. Le cifre relative ai raid più recenti restano da verificare.

Una guerra che cambia forma

La campagna contro la Crimea si inserisce in una fase del conflitto in cui l'Ucraina, pur sotto pressione sul fronte terrestre, intensifica l'uso di droni a lungo raggio per colpire la profondità strategica russa: impianti energetici, depositi di carburante, difese aeree. La penisola, hub logistico decisivo per le forze russe nel sud dell'Ucraina, è diventata un obiettivo prioritario. Le code al Ponte di Kerch e le notti senza luce a Sebastopoli raccontano una pressione crescente su un territorio che Mosca considera «suo» dal 2014.