La papera che cambia la storia

Ci sono serate in cui il calcio è crudele, e quella del 26 giugno 2026 a Guadalajara lo è stata in modo spietato. Allo Stadio Akron, l'Uruguay ha visto sfumare il Mondiale per un episodio che resterà nelle antologie: Fernando Muslera, 40 anni, portiere e capitano della Celeste, ha consegnato la partita alla Spagna con un errore clamoroso.

Minuto 42. Álex Baena calcia da dentro l'area, una conclusione non irresistibile. Muslera arriva sul pallone ma lo spinge nella propria rete: autogol, 1-0 Spagna, come riporta ESPN. Un tocco maldestro che vale l'eliminazione di una nazionale due volte campione del mondo, arrivata in Messico con ambizioni da protagonista. All'intervallo Marcelo Bielsa lo ha sostituito con Sergio Rochet: secondo il tecnico, è stato lo stesso Muslera a chiedere il cambio.

L'Uruguay esce senza vittorie

La Celeste chiude il proprio girone all'ultimo posto, con due punti e zero vittorie in tre partite: è la squadra più alta nel ranking FIFA (19ª) finora eliminata in questo torneo. A nulla sono serviti gli sforzi di un centrocampo di qualità. La Spagna, campione d'Europa in carica, ha gestito il vantaggio con la consueta solidità difensiva, chiudendo in testa al girone e qualificandosi agli ottavi di finale. Per l'Uruguay, come nel 2022, l'avventura si ferma prima della fase a eliminazione diretta.

Dembélé, un'altra dimensione

Se la serata di Guadalajara ha avuto i toni della tragedia, quella di Boston ha assunto i contorni del capolavoro. La Francia ha travolto 4-1 la Norvegia in una partita che sarà ricordata soprattutto per la tripletta di Ousmane Dembélé, completata in soli 32 minuti: una delle più rapide nella storia della Coppa del Mondo, dietro solo a quella di Erich Probst (Austria, 1954), come sottolinea Al Jazeera.

Il Pallone d'Oro in carica ha aperto le marcature al 7', raddoppiato al 20' e completato il tris al 32', con due reti costruite in combinazione con Kylian Mbappé. La Norvegia ha accorciato a inizio ripresa con Thelo Aasgaard, ma la rimonta era fuori portata, anche perché il ct aveva schierato una formazione ampiamente rimaneggiata, con Erling Haaland lasciato in panchina e dieci cambi rispetto all'undici titolare. Nel finale Désiré Doué ha fissato il 4-1, mentre il portiere francese Mike Maignan ha parato un rigore a Jørgen Strand Larsen.

La corsa al titolo passa da Parigi e Madrid

I numeri raccontano una Francia favorita d'obbligo: primo posto nel girone con tre vittorie, nove punti e dieci gol segnati. Dembélé è già a quota quattro reti nel torneo e, con Mbappé, forma una coppia che pochi difensori al mondo possono contenere con continuità. La Spagna, dal canto suo, ha confermato di saper soffrire e vincere anche quando il gioco non gira. Se il tabellone rispetterà i pronostici, più avanti potrebbe profilarsi uno scontro tra le due potenze europee: per ora, la notte appartiene al tris di Dembélé e all'errore di Muslera che ha spedito a casa una delle grandi del calcio mondiale.