Ci sono attese che durano una vita, e poi ce ne sono di quelle che attraversano le generazioni. Per l'Egitto del calcio l'attesa è durata 92 anni: dal debutto del 1934 fino al 21 giugno 2026, i Faraoni non avevano mai vinto una partita ai Mondiali. A Vancouver, contro la Nuova Zelanda, quella maledizione è finalmente caduta. Finisce 3-1 per l'Egitto, con la firma inevitabile di Mohamed Salah.
La partita: una rimonta nella ripresa
Il copione, all'inizio, sembrava quello dei tanti rimpianti egiziani. Al 15' la Nuova Zelanda è passata in vantaggio con Finn Surman, bravo a incornare di testa su corner e a gelare un Egitto opaco nei primi quarantacinque minuti. Nella ripresa, però, è cambiato tutto. Al 58' Mostafa Zico ha rimesso le cose a posto con un colpo ravvicinato, e appena nove minuti più tardi si è trasformato in assist-man per Salah, che ha completato il sorpasso al 67'. All'82' Trezeguet ha chiuso i conti con un tuffo di testa, fissando il 3-1 finale e trasformando una serata partita male in una pagina di storia.
Il ruolo di Salah, simbolo di una nazione
Quel gol al 67' non è stato soltanto il momento decisivo della partita. Per Salah ha significato avvicinarsi ancora di più al record di reti con la maglia della nazionale, detenuto dal suo attuale commissario tecnico, Hossam Hassan. Una simmetria quasi poetica: l'allievo che insegue il maestro, ora seduto in panchina. Nel 2018, in Russia, Salah aveva segnato il primo gol egiziano ai Mondiali dopo 28 anni, ma in una sconfitta. Stavolta il suo sigillo è arrivato dentro una vittoria, quella che mancava da sempre. Non a caso la stampa egiziana ha parlato apertamente di "riscrittura della storia".
Cosa significa per l'Egitto
Per capire il peso di questo risultato bastano i numeri. L'Egitto fu la prima nazionale africana a disputare un Mondiale, nel 1934, perdendo 4-2 con l'Ungheria. Poi un'attesa lunghissima fino al 1990, quando tornò collezionando solo pareggi e una sconfitta. Nel 2018 tre ko di fila. Prima di Vancouver, i Faraoni non avevano mai vinto una partita iridata, come ribadito anche da Al Jazeera. Quella di sabato è quindi la prima, autentica vittoria mondiale della storia egiziana.
Il contesto del Gruppo G
Il successo proietta l'Egitto in testa al Gruppo G con 4 punti in due partite, davanti a Iran e Belgio, entrambi fermi a quota 2 dopo due pareggi a testa. La Nuova Zelanda, ancora a secco di vittorie, resta ultima con un solo punto. La qualificazione, però, non è ancora in tasca: nell'ultima giornata i Faraoni affronteranno l'Iran, e agli uomini di Hassan basterà un pareggio per accedere agli ottavi di finale. Dopo 92 anni di attese, l'Egitto ha imparato che la storia, a volte, si può anche cambiare.



