Un addio anticipato al vertice di FS
Stefano Antonio Donnarumma lascia la guida di Ferrovie dello Stato. La decisione, riportata da Il Sole 24 Ore, è maturata dopo un incontro avvenuto la mattina del 25 giugno tra il manager e il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Al termine del colloquio, Donnarumma ha convocato i vertici del gruppo per comunicare l'uscita anticipata dall'incarico di amministratore delegato.
Secondo le ricostruzioni, la separazione è avvenuta in modo consensuale: l'obiettivo dichiarato è avviare una «fase due» dell'azienda dopo la chiusura degli obiettivi legati al PNRR. Il mandato di Donnarumma sarebbe altrimenti scaduto con l'approvazione del bilancio, nella primavera del 2027.
Le tensioni con l'azionista
L'uscita arriva al termine di un periodo segnato da frizioni con il Ministero dell'Economia, azionista di controllo del gruppo, su alcune scelte gestionali, e in un contesto operativo reso complicato dai disservizi che nei mesi scorsi hanno alimentato critiche sulla puntualità dei treni. L'incontro con Salvini, in cui si è parlato anche di avanzamento degli investimenti e qualità del servizio, ha accelerato la decisione.
Verso un successore interno: Strisciuglio
A raccogliere l'eredità sarà, secondo le indicazioni, una figura interna al gruppo: Gianpiero Strisciuglio, attuale amministratore delegato di Trenitalia, la principale controllata di FS per il trasporto passeggeri. La scelta di un profilo che conosce dall'interno la macchina ferroviaria punta a garantire continuità, soprattutto nella gestione dei cantieri del PNRR e dell'Alta Velocità. La nomina dovrà comunque essere formalizzata dal consiglio di amministrazione di FS.
Le sfide che attendono il nuovo vertice
Il passaggio di consegne arriva in un momento delicato per il sistema ferroviario, tra obiettivi del Piano di ripresa, grandi opere e la necessità di ridare fiducia ai pendolari. Donnarumma, riferiscono le fonti, chiuderà i principali dossier aperti nei prossimi giorni prima di formalizzare le dimissioni; al momento non risultano indicazioni sulla sua prossima destinazione. Sul successore, una volta confermato, graverà il compito di tenere insieme le richieste del Governo — azionista unico tramite il Tesoro — e le aspettative dei milioni di viaggiatori che ogni giorno usano la rete.



