Quando fa caldo, i climatizzatori sorridono in Borsa
Mentre l'Italia suda sotto temperature da bollino rosso e i negozi esauriscono ventilatori e condizionatori portatili, c'è un settore che dal grande caldo trae un vantaggio diretto: quello della climatizzazione. I titoli dei grandi gruppi mondiali dell'HVAC (riscaldamento, ventilazione e condizionamento) — dall'americana Carrier alla giapponese Daikin, leader mondiale del comparto, fino a Trane Technologies e Lennox — hanno corso in Borsa nelle ultime settimane, sostenuti da ordini in aumento e dall'impennata della domanda legata alle ondate di calore.
Non si tratta solo di un effetto stagionale: gli analisti leggono in questa corsa una tendenza più profonda, legata a estati sempre più torride che spingono la domanda di raffrescamento in alto in modo strutturale.
Da lusso a necessità
Le ondate di calore sempre più frequenti — fenomeno collegato dai climatologi al cambiamento climatico — stanno trasformando l'aria condizionata da bene di lusso a necessità, anche nei Paesi europei storicamente poco attrezzati. L'Italia, con un tasso di diffusione dei condizionatori ancora inferiore a quello di altri Paesi mediterranei, ha visto crescere la domanda in modo marcato negli ultimi anni.
Secondo le stime dell'Agenzia Internazionale per l'Energia, condizionatori e ventilatori assorbono già circa il 20% dell'elettricità consumata negli edifici a livello mondiale, e entro la metà del secolo i due terzi delle abitazioni del pianeta potrebbero avere un impianto di raffreddamento. Una prospettiva che alimenta le aspettative di crescita per il settore — e, con esse, l'interesse degli investitori.
Il rovescio della medaglia
C'è però l'altra faccia: l'aumento del raffrescamento significa più consumi elettrici proprio nei momenti di picco della domanda, con maggiore pressione sulle reti e bollette più salate per le famiglie. Per questo la spinta del mercato guarda sempre più alle pompe di calore e ai sistemi ad alta efficienza energetica, favoriti anche dagli incentivi alla transizione. Mentre la colonnina di mercurio sale, insomma, salgono anche i grafici di Borsa dei produttori del freddo — ma il conto energetico e ambientale resta tutto da gestire.
(I dati puntuali di andamento dei singoli titoli variano di seduta in seduta: per le quotazioni aggiornate si rimanda alle fonti finanziarie.)



