Comprare un ventilatorino USB, una torcia o un paio di cuffie Bluetooth a pochi euro può nascondere un problema che non si vede a occhio nudo: la presenza di sostanze chimiche pericolose oltre i limiti di legge. Lo dice una campagna di controlli finanziata dall'Unione europea e coordinata dalla Direzione generale Mercato interno della Commissione (DG GROW), i cui risultati sono stati pubblicati a giugno 2026.
Cosa è stato testato
Le autorità di vigilanza del mercato di 13 Paesi (tra cui Germania, Finlandia, Belgio, Polonia, Portogallo, Svezia, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia ed Estonia) hanno acquistato e analizzato 173 dispositivi elettrici ed elettronici, scelti soprattutto tra i prodotti economici e di largo consumo: piccoli gadget con connettori USB o pannelli solari (ventilatori, altoparlanti, torce, luci da giardino), elettrodomestici da cucina e prodotti per la cura della persona.
I laboratori hanno cercato le sostanze vietate o limitate dalla direttiva RoHS: metalli pesanti (piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente), ritardanti di fiamma bromurati (PBB e PBDE) e plastificanti, cioè gli ftalati DEHP, BBP, DBP e DIBP.
I numeri della bocciatura
Sommando i test di laboratorio e i controlli sulle etichettature, 91 prodotti su 173 — il 53% — sono risultati non conformi.
Nel dettaglio, secondo i dati della Commissione ripresi anche da il Salvagente: 82 campioni hanno superato i limiti per piombo e cadmio, concentrati soprattutto nei punti di saldatura; 51 prodotti sono risultati fuori norma per gli ftalati, presenti nell'isolamento in PVC dei cavi USB e nelle spine; 5 campioni contenevano ritardanti di fiamma bromurati e 3 cromo esavalente in parti metalliche.
Un dato utile per gli acquisti: i prodotti comprati online si sono rivelati più problematici (49 bocciati) rispetto a quelli acquistati nei negozi fisici (37), come segnala anche HelpConsumatori.
Perché queste sostanze sono pericolose
Non si tratta di rischi immediati come una scossa o un incendio, ma di un'esposizione che si accumula nel tempo. Piombo e cadmio sono tossici per il sistema nervoso e i reni, e particolarmente insidiosi per bambini e donne in gravidanza. Gli ftalati come il DEHP sono classificati come interferenti endocrini: possono alterare l'equilibrio ormonale e sono sospettati di effetti sulla fertilità. Il cromo esavalente è cancerogeno. La direttiva RoHS limita proprio queste sostanze perché, oltre al contatto durante l'uso, finiscono nell'ambiente quando l'apparecchio viene smaltito.
È importante non confondere il piano: la campagna ha analizzato categorie di prodotti dove operano anche marchi molto diffusi in Europa, ma le non conformità riguardano in larga parte articoli a basso costo e di provenienza poco tracciabile. Il consiglio non è quindi diffidare di un'intera categoria, ma del singolo prodotto sospetto.
Come difendersi: il sistema Safety Gate
Lo strumento principale a disposizione del consumatore è Safety Gate (l'ex RAPEX), il sistema di allerta rapido della Commissione europea per i prodotti non alimentari pericolosi. È un portale pubblico e gratuito dove le autorità nazionali pubblicano le segnalazioni dei prodotti ritirati o richiamati, con foto, marca, modello e tipo di rischio. Prima di un acquisto — soprattutto online — conviene cercare il prodotto o la categoria per verificare che non compaia già tra quelli segnalati.
Gli altri consigli delle autorità di vigilanza sono pratici: diffidare dei prezzi sospettosamente bassi; verificare che il venditore o l'importatore abbia un indirizzo nell'UE; controllare che il marchio CE sia autentico (esiste un falso simbolo "China Export" graficamente simile); conservare lo scontrino per poter esercitare il diritto di reso. In caso di prodotto sospetto, è possibile segnalarlo alle autorità nazionali, che alimentano proprio la banca dati Safety Gate.



