Il nome che cambia
Che il dipinto fosse di Tiziano non è in discussione. A cambiare, secondo lo studio presentato a Palermo, è il nome dell'uomo che guarda dalla tela. Fino a oggi si riteneva fosse Gianpaolo Baglioni; la ricerca propone che si tratti invece di Agostino Landi, signore di Bardi e conte di Compiano, e colloca il ritratto al 1539.
Lo studio è dello storico dell'arte Andrea Donati, con il contributo della giovane studiosa Giulia Zaccariotto e la collaborazione di Frederick Ilchman, curatore del museo di Boston dove il quadro è conservato.
Il sigillo sul retro
Il passaggio decisivo non è arrivato dal volto ma dal rovescio della tela. Sul retro si trova un sigillo con le armi delle famiglie Oneto e Gravina, e da lì è stato possibile ricostruire il percorso del dipinto: dalla Liguria alla Sicilia, dove arrivò fra la fine del Seicento e i primi del Settecento entrando nella collezione degli Oneto, patriziato genovese con interessi consistenti nell'isola.
È il motivo per cui la ricerca è stata presentata a Palermo, a Palazzo Oneto di Sperlinga, durante le celebrazioni di Santa Rosalia: la storia siciliana del quadro è la prova documentaria su cui si regge la nuova identificazione.
Il metodo, in questo caso, conta quanto il risultato. In assenza di iscrizioni sul fronte, l'identificazione di un ritratto cinquecentesco si fa spesso per esclusione, incrociando gli inventari delle collezioni con la storia delle famiglie che li hanno posseduti. Il sigillo araldico funziona come un timbro postale su una busta: non dice chi è ritratto, ma dice da dove viene la busta, e questo restringe il campo.
Chi era Landi
Agostino Landi apparteneva a una famiglia dell'Appennino fra Emilia e Liguria, e la madre, Costanza Fregoso, lo legava all'aristocrazia genovese. Ebbe come padrino il cardinale Pietro Bembo, uno degli intellettuali di riferimento del Rinascimento italiano.
Il suo nome ricorre nelle vicende del ducato di Parma e Piacenza a metà Cinquecento, in una fase in cui i signori dell'Appennino si muovevano fra l'impero, il papato e i Farnese. Il territorio dei Landi ottenne poi lo status di principato.
Il ritratto è del 1539, quando Landi era ancora lontano dalle vicende che lo avrebbero reso noto agli storici.
Una proposta, non un verdetto
Vale la pena tenere presente come funzionano queste vicende. Le identificazioni dei soggetti nei ritratti antichi sono proposte, non certificati: si basano su un insieme di indizi documentari e materiali, e restano soggette alla discussione fra studiosi, che a volte si riapre a distanza di decenni.
In questo caso l'ipotesi ha il vantaggio di una catena di provenienza ricostruita, il che la rende solida. La conferma definitiva, come sempre, dipenderà da come la riceverà la comunità degli storici dell'arte.



