I numeri, e il loro grado di certezza

Il primo dovere, in un naufragio, è essere precisi sulle cifre e su quanto valgono. Secondo Al Jazeera, a bordo del MV Barima c'erano 133 persone: 116 passeggeri e 17 membri dell'equipaggio. I soccorritori ne hanno tratte in salvo 67, fra cui 41 uomini, 11 donne, sei bambini e nove bambine. Le persone disperse sono 66.

Nessun decesso risulta ufficialmente accertato al momento in cui scriviamo, il che non è una buona notizia quanto potrebbe sembrare: significa soltanto che i corpi non sono stati recuperati. Dalla domenica pomeriggio non sono stati trovati altri superstiti.

Il bilancio è provvisorio e cambierà.

La dinamica

La richiesta di soccorso è partita alle 23 di sabato, ora locale, a circa sette miglia dalla costa atlantica settentrionale. Il traghetto stava facendo la rotta da Georgetown, la capitale, a Port Kaituma, nel nord-ovest del Paese.

Il MV Barima è una nave del 1939, lunga una quarantina di metri. Sulla causa non c'è ancora una conclusione ufficiale: fra le ipotesi riferite dai superstiti c'è quella di un'onda di grandi dimensioni che avrebbe fatto sbandare pesantemente lo scafo prima del ribaltamento.

Le ricerche e i primi elementi dell'inchiesta

L'area di ricerca è stata ampliata da 400 a 1.040 chilometri quadrati. Alle operazioni partecipano polizia, forze di difesa e mezzi messi a disposizione dalle compagnie del settore petrolifero, molto presenti nel Paese. Nelle prime ore i soccorsi sono stati ostacolati dal buio e dall'assenza di imbarcazioni dotate di apparati di scansione.

Due elementi emersi finora peseranno sull'inchiesta. Il primo: il comandante e alcuni membri dell'equipaggio sono risultati positivi a un test per la cannabis. Il secondo: alcune persone tratte in salvo non figuravano nella lista passeggeri, il che rende incerta la stessa cifra di partenza e rappresenta un problema serio in un'operazione di ricerca, perché non si sa esattamente quante persone cercare.

Il primo ministro Mark Phillips ha dichiarato che, "qualora fossero accertate negligenza, cattiva condotta o illeciti penali, i responsabili risponderanno di fronte alla legge".

Perché quella rotta conta

Port Kaituma e le comunità del nord-ovest della Guyana non sono facilmente raggiungibili via terra: la rete stradale del Paese è concentrata sulla fascia costiera, e per larga parte del territorio il collegamento con la capitale passa dall'acqua o dall'aria. Un traghetto come il Barima non è quindi un mezzo di svago o di turismo, ma un servizio di linea con cui si va a lavorare, a curarsi e a trovare la famiglia.

È anche la ragione per cui una nave costruita nel 1939 può restare in servizio: dove l'alternativa è nessun collegamento, la flotta si rinnova lentamente.