La famiglia interviene sul precedente del 2005

Da quando è emerso che nel fascicolo compare un episodio del 2005, quel precedente è diventato il terreno di scontro. La famiglia di Mario Roggero ha preso posizione attraverso i propri canali social, respingendo la definizione di "spedizione punitiva" e parlando invece di "istinto di protezione paterna".

Nella ricostruzione della famiglia, l'allora fidanzato di una delle figlie l'aveva colpita con pugni provocandole lesioni, aveva tentato due volte di investirla con l'auto e l'aveva poi abbandonata di notte su una strada isolata. Un episodio che, sostengono, "non può passare come un semplice litigio tra giovani".

Il punto giuridico che rivendicano è un altro: "È la stessa sentenza della Corte di Assise d'appello ad affermare che quel vecchio precedente del 2005 non abbia pesato sulla condanna di oggi".

La petizione contro il sostegno della Regione

Sul fronte opposto si è mosso Antonio Caputo, presidente della federazione dei circoli Giustizia e Libertà, ex avvocato cassazionista ed ex difensore civico regionale. Ha lanciato su Change.org una petizione perché il Piemonte "ritiri immediatamente" il sostegno alla richiesta di grazia avanzata dal presidente della Regione.

L'argomento di Caputo è istituzionale prima che politico: "Nessuna norma stabilisce che l'ente regione abbia la potestà di richiedere la grazia", che è prerogativa esclusiva del Presidente della Repubblica. Definisce l'iniziativa regionale "propaganda politica" e uno sconfinamento dai limiti istituzionali dell'ente.

Il numero di firme raccolte finora non è stato reso noto.

Salvini a Bollate

Il 19 luglio il vicepremier Matteo Salvini è andato a trovare Roggero nel carcere di Bollate, alle porte di Milano, insieme alle parlamentari della Lega Giulia Bongiorno e Simonetta Matone. Alla visita ha partecipato anche il cappellano dell'istituto, e il gioielliere ha pranzato con altri tre detenuti.

Salvini lo ha abbracciato, ha parlato a lungo con lui, gli ha suggerito di raccogliere la propria esperienza in un libro e gli ha detto che sarebbe tornato. Ha inoltre incaricato Bongiorno e Matone di lavorare per ridurre il tempo di detenzione. Nel corso della visita Roggero ha mostrato la biblioteca e l'officina di lavorazione dei metalli dell'istituto.

Perché il caso pesa più del caso

La vicenda del gioielliere delle Langhe è diventata da tempo qualcosa di diverso da un procedimento penale: è il caso su cui si misura, in Italia, il perimetro della legittima difesa. Da una parte c'è chi ritiene sproporzionata la pena inflitta a chi ha reagito a una rapina nel proprio negozio; dall'altra chi osserva che la valutazione dei giudici riguarda un momento preciso, cioè se la minaccia fosse ancora in atto quando sono partiti i colpi.

La procedura di grazia, che è materia del ministero della Giustizia e in ultimo del Quirinale, si muoverà su tempi propri e con criteri suoi, indifferenti al rumore politico intorno. Il che non impedirà al rumore di continuare.