Il primato italiano

La nautica da diporto resta una delle eccellenze industriali del Paese. Come riferisce l'ANSA, intervenendo a Genova a un incontro sull'economia del mare organizzato dal Sole 24 Ore, il presidente di Confindustria Nautica Piero Formenti ha rivendicato il primato mondiale dell'Italia nella cantieristica da diporto, con un fatturato salito a livelli record di 8,6 miliardi di euro.

I numeri del settore

Il peso della filiera è significativo: il valore aggiunto complessivo supera i 13 miliardi di euro, gli occupati sono quasi 168 mila e la propensione all'export sfiora il 90% della produzione. Sul fronte dei grandi yacht, i cantieri italiani hanno in costruzione 568 unità su un totale di 1.093 ordini a livello globale, oltre la metà del mercato mondiale.

L'incalzare della Turchia

L'avvertimento di Formenti riguarda però la concorrenza. La Turchia, ha spiegato, è passata dalla settima-nona posizione al secondo posto mondiale nel segmento dei grandi yacht: l'Italia resta davanti, ma il divario si è ridotto e non è il momento di sedersi sugli allori. Il presidente ha paragonato il rischio a quanto avvenuto nell'automotive, dove Germania e Francia hanno dovuto fare i conti con l'avanzata cinese.

Le criticità di sistema

Nel confronto genovese sono emersi anche i limiti strutturali del comparto. Barbara Amerio, alla guida di Amer Yachts, ha richiamato i vincoli logistici italiani: spostare grandi manufatti in spazi ridotti è un ostacolo competitivo rispetto ai Paesi che dispongono di ampie aree di sviluppo. Una sfida che si somma a quella normativa e industriale, in un mercato in cui mantenere la leadership richiede investimenti costanti in innovazione e competenze.