L'attacco sulla capitale

Una notte di terrore su Kiev. Come riferisce l'ANSA, la Russia ha colpito la capitale ucraina con decine di missili da crociera e balistici e con un massiccio impiego di droni, in quello che le autorità hanno descritto come uno degli attacchi più pesanti sulla città dall'inizio della guerra. Il bilancio, ancora provvisorio, è salito ad almeno 20 vittime e 86 feriti, di cui una settantina ricoverati.

Il quartiere colpito

Tra le zone più danneggiate c'è il distretto di Darnytskyi, dove si è verificato il crollo parziale di un edificio residenziale di più piani: tra le macerie sono proseguite a lungo le operazioni di soccorso. Colpiti anche altri edifici abitativi e alcune strutture del centro, con incendi e danni diffusi.

L'appello di Zelensky

Il presidente Volodymyr Zelensky ha collegato la gravità del bilancio ai ritardi nelle forniture militari: se i partner avessero consegnato quanto promesso nei tempi previsti, ha osservato, si sarebbero potute salvare più case e più vite. Il capo dello Stato ucraino ha rilanciato la richiesta di sistemi di difesa aerea, spiegando che servono circa 140 missili Patriot per intercettare i circa 70 missili balistici lanciati dalla Russia, e chiedendo anche licenze per produrne negli Stati Uniti.

Le reazioni internazionali

Ferma la condanna delle Nazioni Unite: il segretario generale António Guterres ha definito l'attacco una violazione del diritto umanitario internazionale. Sul fronte europeo, l'alta rappresentante Kaja Kallas ha annunciato la proposta di nuove sanzioni, sottolineando che le sole condanne non bastano a fermare i bombardamenti su Kiev. Da parte sua, la diplomazia russa ha fatto sapere che continuerà ad aumentare la pressione militare.