L'accordo di governo

Dopo settimane di trattative, la coalizione tedesca tra CDU/CSU e SPD ha raggiunto un'intesa su un ampio pacchetto di riforme. Come riferisce l'ANSA, il cancelliere Friedrich Merz ha presentato l'accordo come la prova della volontà di rimettere in moto un Paese frenato da una lunga fase di stagnazione. Al cuore dell'intesa c'è una riforma fiscale che sposta il baricentro del prelievo verso i redditi più alti.

Più tasse sui redditi alti

Come riportano Al Jazeera e altre testate internazionali, il progetto introduce nuove fasce per i contribuenti più abbienti: un'aliquota del 45% sui redditi superiori ai 250mila euro e una del 47% oltre i 280mila. Un impianto più marcatamente progressivo, pensato per reperire le risorse necessarie a sostenere gli sgravi previsti per le fasce meno agiate.

Gli sgravi per le famiglie

Sul versante opposto, il pacchetto prevede un alleggerimento fiscale per i ceti medio-bassi stimato in circa 10 miliardi di euro l'anno, con effetto dal 1° gennaio 2027. Per una famiglia con due genitori che lavorano e due figli il risparmio a regime — presumibilmente entro il 2028 — si aggirerebbe attorno ai 600 euro l'anno. Il pacchetto comprende anche interventi su pensioni e regole per le assenze per malattia, e dovrà comunque completare l'iter di approvazione parlamentare.

Il fattore politico

La tempistica ha una chiara valenza politica. Il governo Merz, in carica dal maggio 2025, punta a mostrarsi capace di produrre risultati concreti in un momento in cui l'ultradestra di Alternative für Deutschland resta molto forte nei sondaggi, soprattutto nei Länder orientali chiamati al voto in autunno. La reazione dell'AfD è stata di netto rifiuto: la co-leader Alice Weidel ha liquidato il piano come l'ennesima operazione di redistribuzione di stampo progressista. Segno che la partita, oltre che fiscale, è soprattutto politica.