La guerra tra Stati Uniti e Iran torna a divampare. Le forze americane hanno condotto una nuova ondata di attacchi contro obiettivi iraniani, in risposta ai raid di Teheran contro tre navi commerciali nello stretto di Hormuz, come riferisce la CNBC citando il comando centrale statunitense.

Gli obiettivi colpiti

Secondo il Centcom, il comando militare americano per l'area, gli Stati Uniti hanno colpito con munizioni di precisione più di 80 obiettivi. Nel mirino sono finiti i sistemi di difesa aerea iraniani, le reti di comando e controllo, le stazioni radar costiere e le capacità missilistiche antinave, oltre a più di 60 piccole imbarcazioni dei Pasdaran, i Guardiani della rivoluzione, schierate dentro e nei pressi dello stretto. Un'operazione presentata da Washington come volta a ridurre la capacità di Teheran di minacciare il traffico marittimo.

La miccia: gli attacchi nello stretto

All'origine della rappresaglia ci sono gli assalti iraniani, tra lunedì e martedì, a tre navi commerciali in transito nello stretto di Hormuz, tra cui una metaniera qatariota e una petroliera saudita. Gli attacchi, che non hanno provocato vittime, sono stati considerati dagli Stati Uniti una violazione del cessate il fuoco e una minaccia diretta a una delle rotte energetiche più importanti del mondo.

La minaccia di Teheran

L'Iran ha reagito con durezza, annunciando una "risposta schiacciante" agli attacchi americani. Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva già avvertito che i negoziati non potranno proseguire "se le minacce continuano". Il presidente statunitense Donald Trump, dal canto suo, ha ribadito una linea intransigente, sintetizzata nella formula "o facciamo un accordo o portiamo a termine il lavoro".

Un'intesa che vacilla

L'escalation mette a rischio il fragile memorandum d'intesa siglato meno di tre settimane fa, che avrebbe dovuto garantire la libera navigazione nello stretto e aprire la strada a una soluzione del conflitto scoppiato lo scorso febbraio, quando un raid attribuito a Stati Uniti e Israele uccise la Guida suprema Ali Khamenei. Washington ha inoltre annunciato il ripristino di sanzioni. Il rischio, ora, è quello di un nuovo ciclo di ritorsioni, proprio mentre l'Iran vive i giorni del lutto per il suo leader storico e la regione resta sull'orlo di una crisi dalle conseguenze imprevedibili.