Una giornata di sport e solidarietà che si trasforma, come spesso accade, in un piccolo crocevia di calcio internazionale. Il Royal Park I Roveri di Fiano, nel Torinese, ha ospitato la 21ª edizione della Fondazione Vialli e Mauro Golf Cup, l'appuntamento benefico che da oltre vent'anni unisce green e raccolta fondi per la ricerca. Tra gli ospiti, accanto a vecchie glorie come Gianfranco Zola e Giancarlo Antognoni, è arrivato anche Michel Platini, che ai bordi del campo si è concesso ai cronisti per un commento sul calcio di oggi.

«Non solo Europa»

L'ex numero 10 bianconero, tre volte Pallone d'Oro ed ex presidente UEFA, ha affrontato il tema più discusso del momento: il Mondiale 2026 a 48 squadre, in corso tra Stati Uniti, Messico e Canada, la prima edizione con un tabellone così ampio. Platini, secondo quanto riportato dall'ANSA, ha riconosciuto la logica dell'allargamento alla luce della crescita del movimento fuori dal Vecchio Continente: «Non puoi fare una competizione con 17 squadre europee e solo quattro africane». Una posizione sfumata: «Non so se la ricetta giusta sia salire a 40 o 48 squadre o ridurre le partecipanti europee. È complicato, ma non puoi più restare chiuso al mondo».

I pronostici e il silenzio su Infantino

Sul torneo in corso Platini ha glissato sui dettagli, ammettendo di averne visto poco e di volersi appassionare a partire dalle fasi a eliminazione diretta. Tra le candidate al titolo ha indicato la sua Francia come favorita, «se tutte le squadre giocano al cento per cento», con il Portogallo come seconda scelta. Gelo, invece, sul fronte FIFA: interpellato sulla sua nota vertenza con il presidente Gianni Infantino, l'ex dirigente ha tagliato corto rifiutando ogni commento.

«Ho progetti, ma non in un club»

Resta la curiosità sul futuro di un uomo che, dopo gli anni ai vertici del calcio europeo, non ha mai smesso di far parlare di sé. A chi gli chiedeva di un possibile ritorno operativo, Platini ha lasciato intendere di avere ancora idee per la testa, pur senza scoprire le carte: «Ho progetti, ma non in un club o in un'organizzazione». Una formula volutamente vaga, che esclude panchine e poltrone federali ma tiene aperta la porta a un impegno di altra natura. Per ora, l'unico campo su cui lo si è visto in azione è quello da golf dei Roveri, dove il fine conta più del risultato: sostenere la ricerca, nel nome di Gianluca Vialli.