La Lega ha portato i milanesi ai gazebo e ha incassato un primo verdetto sulla corsa a Palazzo Marino. Nel fine settimana il Carroccio ha allestito 38 punti di voto in città per una consultazione sui possibili candidati sindaco in vista delle elezioni comunali del 2027. Secondo i dati diffusi lunedì mattina dal partito, hanno partecipato circa 10mila persone, un'affluenza che gli organizzatori hanno definito superiore alle attese.

Cosa erano queste "primarie"

Non si è trattato di primarie nel senso classico, con liste contrapposte e un vincitore proclamato, ma di una consultazione interna a porte aperte: ai banchetti i cittadini potevano indicare i nomi che avrebbero voluto vedere candidati. A illustrare l'esito è stato Samuele Piscina, segretario provinciale della Lega, che ha parlato di "un esercizio di democrazia diretta", sottolineando come il partito sia andato "nelle piazze a dare voce ai milanesi" anziché decidere a tavolino, come riporta l'ANSA.

I risultati

I due nomi più votati sono quelli del segretario federale e vicepremier Matteo Salvini e dell'eurodeputata e consigliera regionale Silvia Sardone, in un sostanziale testa a testa. Il partito non ha però comunicato cifre o percentuali dettagliate per i singoli. Tra le altre preferenze raccolte ai gazebo figurano, secondo Piscina, i nomi di Morelli, Verri, Spada, Paolo Del Debbio, Gabriele Albertini, Parodi e Borghi. Questa rosa, ha spiegato il segretario provinciale, "qualora i singoli accettassero, sarà proposta con orgoglio alla coalizione di centrodestra per la scelta finale e condivisa" del prossimo sindaco di Milano.

La mossa di Salvini

A margine della consultazione, Salvini ha sciolto in parte le riserve indicando una preferenza personale: "Una candidata sindaco che mi piacerebbe si chiama Silvia Sardone. Conosce Milano e ama Milano", riporta Il Sole 24 Ore. Il leader ha rilanciato anche l'idea di estendere il metodo dei gazebo a tutta la coalizione, proponendo primarie di centrodestra per scegliere lo sfidante. La stessa Sardone si è detta disponibile, ma ha posto una condizione: "Ci vorrebbero le primarie di coalizione. Se le facciamo, e se il mio partito è d'accordo, io corro", aggiunge a Sky TG24.

Cosa significa per il centrodestra

L'operazione consegna alla Lega un vantaggio di immagine e di iniziativa: il Carroccio è il primo partito della coalizione a muoversi sulla successione, fissando un metodo e proponendo un volto. Ma la spinta su Sardone rischia di incontrare resistenze tra gli alleati. Forza Italia ha già manifestato freddezza, mentre in Fratelli d'Italia resterebbe in campo l'ipotesi del leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. La partita per Milano, città storicamente complicata per il centrodestra, si annuncia dunque lunga e tutta interna alla coalizione, con la scelta del candidato che resta il primo, vero banco di prova degli equilibri tra Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia.