Cosa è successo
Nuovo, pesante capitolo nella carriera di Alex Schwazer. Il marciatore altoatesino è risultato positivo all'eritropoietina (EPO) in un controllo antidoping effettuato in Germania. Secondo quanto reso noto il 22 giugno 2026, l'Agenzia nazionale antidoping tedesca (NADA) ha sospeso l'atleta in via cautelare e ha avviato un procedimento dopo che tracce della sostanza vietata sarebbero state rilevate sia nel sangue sia nelle urine, come riportano ANSA e Open.
Il controllo risale a fine aprile 2026, durante i campionati tedeschi di marcia disputati a Kelsterbach, nei pressi di Francoforte. In quella stessa gara, sulla distanza della maratona, Schwazer aveva fatto registrare il record italiano con il tempo di 3:01:55, prestazione che aveva riacceso le speranze in vista di una possibile convocazione agli Europei di Birmingham, in programma ad agosto.
Chi ha disposto la sospensione e cosa rischia
A muoversi è stata la NADA tedesca, competente in quanto il controllo è avvenuto su suolo nazionale. Oltre alla sospensione cautelare, l'agenzia ha fatto sapere di aver presentato un rapporto alla procura competente sulla base della legge antidoping: in Germania, come in Italia, il doping può avere conseguenze penali. Sul piano sportivo il rischio è altissimo: trattandosi di un atleta con precedenti, un'eventuale conferma della positività potrebbe tradursi in una squalifica a vita. Va però sottolineato che, allo stato, si tratta di un procedimento in corso e di una sospensione precauzionale, non di una sanzione definitiva.
La lunga e controversa storia di Schwazer
Quella di Schwazer è una delle vicende più divisive dello sport italiano. Dopo l'oro olimpico nella 50 km di marcia a Pechino 2008, l'azzurro fu trovato positivo all'EPO nel 2012, alla vigilia dei Giochi di Londra: in quell'occasione ammise le proprie responsabilità e scontò una squalifica di tre anni e nove mesi.
Il caso più discusso è però quello del 1° gennaio 2016, quando un campione risultò positivo al testosterone. Schwazer, all'epoca seguito da Sandro Donati, ha sempre parlato di un complotto ai suoi danni. L'inchiesta penale italiana evidenziò anomalie e il giudice per le indagini preliminari di Bolzano archiviò il procedimento, scrivendo che il campione sarebbe stato verosimilmente manipolato, come ricorda il Fatto Quotidiano. Nonostante la pronuncia del gip, la WADA mantenne la squalifica di otto anni, terminata nel 2024, dopo la quale il marciatore era tornato a gareggiare.
La replica dell'atleta
Per dare la propria versione, Schwazer ha convocato una conferenza stampa a Bolzano nel pomeriggio del 22 giugno. Considerati i precedenti e le accuse di manomissione che hanno segnato il caso del 2016, non è escluso che la linea difensiva torni a contestare la regolarità delle procedure di prelievo e analisi. Allo stato, comunque, l'esito del procedimento resta aperto e ogni valutazione definitiva spetta agli organismi antidoping e, eventualmente, alla giustizia ordinaria tedesca.



