Dopo quasi due settimane di ricerche tra Abruzzo e Lazio, le due sorelle minorenni scomparse da una casa-famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell'Aquila, sono state ritrovate vive e in buone condizioni di salute. I carabinieri le hanno rintracciate la sera di domenica 21 giugno 2026 a Formia, sul litorale pontino, dove erano rimaste nascoste presso alcuni parenti.
Quattordici giorni di ricerche
Le ragazze, Sarah e Alisya, erano sparite nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla struttura residenziale che le ospitava a Civitella Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo. Da quel momento erano scattate ricerche serrate, che hanno impegnato forze dell'ordine e unità specializzate su due regioni.
Il ritrovamento, come riferito da Adnkronos, è arrivato grazie ai carabinieri del Comando provinciale dell'Aquila, supportati dai militari di Latina, sotto il coordinamento della Procura di Sulmona. Le due minori, secondo quanto ricostruito da Tgcom24, si trovavano in un'abitazione di parenti nel territorio di Formia, in provincia di Latina.
Tre fermi per sequestro di persona
La svolta giudiziaria è arrivata in parallelo al ritrovamento. Sempre Tgcom24 riferisce che tre persone sono state sottoposte a fermo con l'accusa di sequestro di persona in concorso: la madre delle ragazze, Valentina D'Acunto, ora detenuta nel carcere di Teramo; il suo compagno, Vincenzo Esposito, e il nonno delle minori, Marco D'Acunto, entrambi reclusi a Sulmona.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le ragazze sarebbero rimaste nell'abitazione dei parenti per circa due settimane, dopo l'allontanamento dalla casa-famiglia. La Procura di Sulmona ha ora il termine di legge per chiedere al giudice la convalida dei fermi, mentre le due minori sono state affidate alle autorità locali per essere collocate in una nuova struttura protetta nel Lazio.
Il nodo della casa-famiglia e il nuovo audio
Sullo sfondo della vicenda resta aperto il fronte che riguarda la struttura che ospitava le sorelle. L'avvocato della madre ha annunciato all'ANSA di aver depositato nel fascicolo una breve registrazione audio, di pochi secondi, in cui un'operatrice si sarebbe rivolta in modo brusco a una delle ragazze durante una telefonata con la madre. Il legale ha sostenuto che il file documenterebbe un trattamento ostile nei confronti delle minori. Si tratta di un elemento integrativo della denuncia presentata per conto della donna, oggi tra i fermati.
I prossimi passi
La Procura di Sulmona dovrà ora chiarire con precisione i contorni della vicenda e le responsabilità penali legate alla scomparsa. Resta da accertare il ruolo esatto di ciascuno dei tre fermati e le circostanze in cui le ragazze hanno lasciato la struttura. L'esito più importante, intanto, è quello che conta di più: le due sorelle stanno bene e sono al sicuro.



