Cos'era climate.gov
Per anni climate.gov è stato uno degli sportelli più consultati del governo statunitense per la divulgazione sul clima. Gestito dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), il portale traduceva in forma accessibile dati scientifici, mappe, rapporti sugli indicatori climatici e risorse per insegnanti, giornalisti e amministratori locali. Era considerato una delle fonti federali più affidabili e seguite di educazione climatica fondata sulla scienza, come ricorda Environmental Health News.
Un punto centrale, sottolineato dagli ex redattori, è che si trattava di informazione già pagata dai contribuenti: dati pubblici, prodotti con fondi pubblici, pensati per essere liberamente fruibili.
La chiusura
Il 31 maggio 2025 la NOAA ha licenziato l'intero staff a contratto che gestiva climate.gov, interrompendo la produzione di contenuti, riferisce EHN. In seguito l'indirizzo è stato reindirizzato verso un altro sito della NOAA e una parte dei materiali non è più risultata accessibile, secondo quanto ricostruito da CNN.
Rebecca Lindsey, ex program manager e caporedattrice del portale, ha rivendicato l'imparzialità del lavoro svolto: «Operavamo esattamente come vorreste che operasse un gruppo di comunicazione indipendente e apartitico», ha dichiarato a EHN. Gli ex dipendenti hanno temuto non solo la chiusura, ma anche un possibile riutilizzo del sito a fini di parte.
Chi e come l'ha rilanciato
Licenziata insieme ai colleghi, Lindsey ha guidato la ricostruzione del progetto in forma indipendente. È nata così climate.us, un'organizzazione no-profit che archivia e ripubblica le risorse un tempo ospitate dal portale federale. Il progetto è stato avviato nel settembre 2025 con il supporto iniziale dell'organizzazione Multiplier, secondo NPR.
Il nuovo sito è stato descritto come un «clone» del vecchio climate.gov e raccoglie rapporti sugli indicatori climatici, post divulgativi, mappe, dati e materiali didattici, oltre all'accesso al Fifth National Climate Assessment, il rapporto federale sui rischi del cambiamento climatico, riferisce CNN. La ricostruzione si regge su risorse volontarie: dominio donato, hosting gratuito e una campagna di raccolta fondi.
Il significato più ampio
La vicenda di climate.gov è diventata un caso emblematico sulla fragilità dei dati scientifici pubblici quando dipendono da un solo soggetto istituzionale. Il rilancio mostra come la società civile possa farsi carico della conservazione e dell'accesso all'informazione climatica, ma solleva anche un interrogativo che vale ben oltre i confini statunitensi: una funzione pubblica essenziale può reggersi a tempo indeterminato su donazioni e volontariato? È una domanda che riguarda chiunque, in ogni Paese, consideri i dati ambientali un bene comune da custodire.



