L'Organizzazione marittima internazionale (IMO), agenzia delle Nazioni Unite, ha annunciato l'avvio di un'operazione per evacuare circa 11.000 marittimi rimasti bloccati nel Golfo Persico, intrappolati su centinaia di navi commerciali dopo la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce Al Jazeera, mentre la stessa IMO ha confermato il piano in un comunicato ufficiale.
Cosa è successo
Le tensioni erano esplose il 28 febbraio 2026, quando attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran avevano fatto deflagrare il conflitto. In risposta, Teheran aveva chiuso di fatto lo Stretto di Hormuz, lasciando navi cisterna e portacontainer bloccate sui due lati del passaggio. La svolta è arrivata con il memorandum d'intesa firmato tra Stati Uniti e Iran, che ha aperto la strada alla riapertura della rotta. Secondo Euronews, lunedì sono transitate almeno 36 navi commerciali, il dato più alto dall'inizio della crisi.
Come funziona l'evacuazione e chi la coordina
L'operazione è guidata dal segretario generale dell'IMO, Arsenio Dominguez, che ha parlato di un piano «su vasta scala» da realizzare «in stretta cooperazione con l'Iran, l'Oman, tutti gli altri Stati costieri della regione, gli Stati Uniti e l'industria marittima». Dominguez ha aggiunto di aver «ottenuto le necessarie garanzie di sicurezza».
L'uscita delle navi sarà graduale e controllata per ridurre il rischio di collisioni. Secondo Euronews, l'IMO utilizzerà due rotte temporanee, con istruzioni di navigazione individuali per ciascuna imbarcazione. L'Oman ha emesso un avviso ai naviganti per regolare il transito nei corridoi designati.
Il contesto: lo snodo del petrolio mondiale
Lo Stretto di Hormuz è uno dei punti di passaggio più critici per il commercio energetico globale: la sua chiusura, sottolinea Euronews, aveva sconvolto i prezzi del greggio e le spedizioni di energia e materie prime. La de-escalation procede parallelamente all'allentamento delle misure restrittive emerso dalle trattative internazionali. La partita resta però fragile: secondo Al Jazeera, il negoziatore iraniano avrebbe avvertito che lo Stretto «non tornerà mai» alle condizioni precedenti alla guerra.
Le implicazioni per l'Italia e l'Europa
Per l'Europa, e per l'Italia in particolare, la riapertura dello Stretto è cruciale: una quota rilevante delle forniture mondiali di greggio e gas naturale liquefatto transita da Hormuz. Un ritorno alla normalità del traffico contribuirebbe a stabilizzare i prezzi dell'energia e ad alleggerire i costi logistici cresciuti durante il blocco. Trattandosi di una vicenda in rapida evoluzione, alcuni elementi — in particolare la tenuta della tregua e i tempi dell'evacuazione — restano da verificare.



