L'annuncio

Il Canada entra nel GCAP, il Global Combat Air Programme, il progetto per costruire il caccia di sesta generazione che unisce Italia, Regno Unito e Giappone. Vi entra però in un ruolo particolare: quello di primo Paese osservatore, non di partner a pieno titolo. L'annuncio è arrivato durante un vertice dei ministri della Difesa a Londra.

La distinzione conta. Un osservatore ha accesso alle informazioni e alla comprensione del programma, ma non ha un ruolo decisionale sulle scelte industriali e tecnologiche, che restano ai tre partner fondatori.

Che cos'è il GCAP

Il GCAP è il programma con cui Italia, Regno Unito e Giappone stanno sviluppando insieme un nuovo aereo da combattimento destinato a sostituire, nei prossimi anni, le attuali flotte di caccia dei tre Paesi. È uno dei più grandi progetti di difesa europei e non solo, e mette insieme le rispettive industrie aerospaziali.

Secondo quanto riferito al vertice, il programma sostiene circa 4.500 posti di lavoro nel solo Regno Unito, dato che rende l'idea del peso industriale, oltre che militare, dell'iniziativa.

Le parole di Crosetto

Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha commentato positivamente l'ingresso del Canada, definendo il GCAP un modello credibile di cooperazione. Il programma, ha aggiunto, è anche una risposta all'aggressività di Paesi come la Russia, e dimostra che le democrazie non si sottomettono.

È una lettura che colloca il progetto oltre la sola dimensione tecnica: non solo un aereo, ma un segnale politico sul modo in cui alcuni Paesi scelgono di costruire la propria sicurezza insieme.

Perché la mossa del Canada ha senso

L'ingresso di Ottawa, sia pure da osservatore, allarga il perimetro di un programma finora saldamente tripartito. Per il Canada è un modo di guardare da vicino un progetto di frontiera senza impegnarsi subito come partner pieno; per i tre Paesi fondatori è un riconoscimento della credibilità del percorso.

Sul calendario, e in particolare sulla data di entrata in servizio del nuovo caccia, conviene essere prudenti: è un programma pluriennale e le tempistiche restano soggette agli sviluppi industriali. Quel che è certo, oggi, è il quadro delle adesioni: tre partner e, da ora, un primo osservatore.