Una scimmia nascosta nella foresta
Le foreste del cuore dell'Africa continuano a custodire segreti. Nella Repubblica Democratica del Congo è stata descritta una nuova specie di scimmia, chiamata localmente Likweli e battezzata con il nome scientifico Colobus congoensis. Il primate vive nel Parco Nazionale di Lomami, in una fascia di foresta compresa tra i fiumi Lomami e Lilo, e a lungo era rimasto ai margini della conoscenza scientifica.
Il volto che la rende unica
A rendere il Likweli immediatamente riconoscibile è il muso. Attorno alla bocca spicca una vistosa macchia arancione, mentre la pelle nuda sugli zigomi è grigia e quella intorno agli occhi è nera, con un effetto quasi da maschera. Il manto è prevalentemente nero, con una caratteristica chiazza di pelo bianco nella zona posteriore. Non è però solo una questione di aspetto: l'animale si fa notare anche per la voce, fatta di potenti richiami rochi, punteggiati da caratteristici sbuffi che ne rendono il verso inconfondibile nella foresta.
Parenti lontani nel tempo
Gli studiosi, guidati da John Hart della Lukuru Wildlife Research Foundation insieme ai colleghi, hanno stabilito che il Likweli è imparentato con il colobo nero (Colobus satanas). Le analisi indicano però una separazione evolutiva molto antica, avvenuta secondo le stime tra 5,78 e 3,44 milioni di anni fa. Un dato che racconta quanto profonda e lunga sia la storia naturale di questo primate, rimasto a lungo indistinto agli occhi della scienza.
Una specie già a rischio
La scoperta arriva accompagnata da un campanello d'allarme. L'areale del Likweli è ristretto, stimato in almeno 1.700 chilometri quadrati, più piccolo di quello di molte altre specie di colobi. Anche per questo i ricercatori raccomandano di classificarlo come specie "in pericolo" nella Lista rossa dell'IUCN, l'organizzazione che monitora lo stato di conservazione delle specie a livello globale.
Il caso del Likweli, descritto sulla rivista scientifica PLOS One, ricorda quanto resti ancora da esplorare negli ecosistemi tropicali e quanto la ricerca sul campo sia decisiva: individuare una specie è il primo passo per poterla proteggere, prima che la pressione della caccia e la perdita di habitat mettano a rischio ciò che appena si è iniziato a conoscere.



