Solo le femmine pungono
Quella che vi assilla nelle sere d'estate è sempre una femmina. I maschi si nutrono di nettare e non hanno alcun interesse per il vostro sangue; le femmine, invece, hanno bisogno delle proteine del sangue per sviluppare le uova. La puntura non è un attacco: è biologia riproduttiva.
Cosa vi rende attraenti
Anidride carbonica. È il richiamo a lungo raggio: le zanzare percepiscono la CO₂ che espiriamo a distanze di alcune decine di metri. Chi ha un metabolismo più alto — adulti rispetto ai bambini, persone in movimento, donne in gravidanza — ne produce di più e risulta più «visibile». È il fattore con il maggiore consenso scientifico.
Sudore e odori della pelle. A distanza ravvicinata contano i composti sulla superficie cutanea — acido lattico, ammoniaca, acido urico. Chi suda di più, per costituzione o dopo attività fisica, emette più richiami: ecco perché dopo una corsa serale le punture aumentano, come spiega un dermatologo dell'Università Vita-Salute San Raffaele.
Il microbiota cutaneo. La «firma chimica» individuale dipende in gran parte dai batteri che vivono sulla pelle: è probabilmente il motivo per cui alcune persone risultano magnetiche a prescindere. La ricerca è ancora in corso, ma la direzione è chiara.
Calore corporeo. Le zanzare usano sensori di calore per localizzare i capillari e scegliere dove pungere. Le donne in gravidanza, con una temperatura addominale leggermente superiore, sembrano più esposte — un dato spesso citato che resta però da verificare su studi primari ampi.
Gruppo sanguigno: verità e mito
Si dice che le zanzare preferiscano il gruppo 0. Alcune ricerche lo suggeriscono, ma il meccanismo non è chiaro e gli studi sono di dimensioni limitate: consideratela un'indicazione plausibile ma non provata. È invece un mito puro il «sangue dolce»: glicemia e dieta non rendono più appetibili.
I repellenti che funzionano davvero
I principi attivi con prove di efficacia solide e approvati in Europa sono tre, come riassume anche la Fondazione ICU:
- DEET — il riferimento storico: al 20–30% protegge per 4–6 ore, a concentrazioni più alte anche di più. Va evitato sui bambini molto piccoli e sul contatto con le mucose.
- Icaridina (picaridina) — efficace fino a 6–8 ore, meglio tollerata dalla pelle e adatta a bambini dai 2 anni e in gravidanza; non aggredisce le plastiche.
- IR3535 — buona tollerabilità ma protezione più breve, da riapplicare più spesso.
Scegliete prodotti registrati come Presidi Medico Chirurgici o Biocidi: è la garanzia di efficacia e sicurezza verificate. La citronella? Nelle concentrazioni dei prodotti da banco protegge appena 20–40 minuti. Braccialetti, spirali e dispositivi a ultrasuoni non hanno mostrato efficacia significativa negli studi controllati.
Eliminare i focolai vicino a casa
La difesa più efficace è ambientale. Secondo l'EpiCentro dell'ISS, gran parte dei siti di riproduzione della zanzara tigre si trova su proprietà private, in contenitori con acqua stagnante: bastano pochi centimetri d'acqua ferma. Ogni settimana conviene svuotare i sottovasi, capovolgere secchi e contenitori, cambiare l'acqua di fontanelle e abbeveratoi, liberare le grondaie e coprire le piscine non usate.
Cosa fare dopo la puntura
Il prurito è una reazione immunitaria alla saliva iniettata. Aiutano il freddo locale (un cubetto di ghiaccio avvolto in un panno), una crema all'idrocortisone allo 0,5–1% applicata subito o un antistaminico topico nelle prime ore. Grattarsi peggiora le cose e può favorire infezioni.
La zanzara tigre in Italia
Aedes albopictus, riconoscibile dalle striature bianche, è arrivata in Italia all'inizio degli anni Novanta ed è ormai diffusa su tutto il territorio. Punge di giorno, è aggressiva e può trasmettere dengue e chikungunya. L'EpiCentro dell'ISS mantiene una sorveglianza attiva, potenziata in estate: negli ultimi anni si registrano ogni stagione alcuni focolai locali, su cui le autorità sanitarie intervengono rapidamente. Il rischio per chi vive in Italia resta basso — ma è un motivo in più per non trascurare la disinfestazione in giardino.



