La cultura sarda perde una delle sue voci più autorevoli. È morto a Olbia, all'età di 87 anni, Bachisio Bandinu, antropologo, scrittore e giornalista che per oltre mezzo secolo ha provato a leggere la Sardegna oltre la superficie delle narrazioni identitarie. La notizia è stata data il 23 giugno 2026 dall'ANSA e ripresa dalle principali testate isolane.

Chi era

Bandinu era nato a Bitti, nel Nuorese, il 22 febbraio 1939, secondo la voce biografica di Wikipedia. Si laureò in Lettere e Filosofia all'Università di Cagliari, perfezionandosi poi a Milano all'Università Cattolica con studi in giornalismo e nei linguaggi di radio e televisione. Per anni insegnò materie letterarie negli istituti superiori, tra Varese e Cagliari.

Alla cattedra affiancò una lunga carriera giornalistica: collaborò con il Corriere della Sera e fu direttore de L'Unione Sarda a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila, come ricordano sia Wikipedia sia la stessa Unione Sarda. Fu inoltre presidente della Fondazione Sardinia.

La ricerca: identità, pastorizia, turismo

Il tratto distintivo del suo lavoro fu la capacità di indagare l'identità sarda senza cedere ai clichés del folklore. Come riassume Sardiniapost, al centro della sua riflessione c'era il passaggio della Sardegna dalla civiltà pastorale alla modernità, tra cultura tradizionale dell'interno, lingua sarda, trasformazioni sociali e globalizzazione.

Tra le sue opere più note figurano Il re è un feticcio, scritto con Gaspare Barbiellini Amidei, analisi del rapporto tra società pastorale e civiltà dei consumi; e Costa Smeralda. Come nasce una favola turistica, studio pionieristico sull'impatto del turismo sulla cultura e sull'economia della Gallura. A questi si aggiungono titoli come Narciso in vacanza. Il turismo in Sardegna tra mito e storia e, tra i lavori più recenti, Domani è un altro mondo, firmato con il giovane scrittore Matteo Porru e citato dall'ANSA.

Il cordoglio del mondo sardo

Tra i primi messaggi è arrivato quello della presidente della Regione Alessandra Todde, che — come riportano Unione Sarda e Sardiniapost — ha definito Bandinu «un intellettuale raro, voce libera e profonda della nostra cultura», capace di «leggere la nostra terra oltre la superficie delle narrazioni identitarie».

Con lui, osservano le testate isolane, scompare una delle voci che meglio hanno saputo raccontare l'anima più profonda dell'Isola, sospesa tra tradizione e modernità. Una figura che ha insegnato a guardare la Sardegna non come una cartolina, ma come un organismo vivo, fatto di fratture e di persistenze.