Il debutto in Borsa
Una tech italiana sbarca a Wall Street. Come riporta TechCrunch, Bending Spoons — società con sede a Milano, fondata nel 2013 da Luca Ferrari — si è quotata il 1° luglio al Nasdaq con il ticker BSP. Il collocamento è avvenuto a 29 dollari per azione, sopra la forchetta indicata (26-28 dollari), raccogliendo circa 1,68 miliardi di dollari: si tratta, secondo diversi osservatori, della più grande quotazione software dell'anno.
Un debutto in forte rialzo
Il mercato ha accolto con entusiasmo l'operazione. Come conferma anche Sky TG24, il titolo ha chiuso la prima seduta a 40,50 dollari, in progresso di quasi il 40% rispetto al prezzo di collocamento, spingendo la capitalizzazione oltre i 25 miliardi di dollari. Nei giorni successivi le azioni hanno poi ritracciato, in linea con la volatilità tipica dei debutti.
Il modello di business
Bending Spoons non sviluppa soltanto app proprie: il suo tratto distintivo è l'acquisizione di marchi digitali affermati ma sottoutilizzati, rilanciati attraverso una gestione rigorosa di costi ed efficienza. Nel suo portafoglio figurano nomi noti come AOL, Vimeo, Evernote e WeTransfer. Nel 2025 i ricavi hanno superato 1,31 miliardi di dollari, con una base di centinaia di milioni di utenti attivi ogni mese. Lo stesso Ferrari ha descritto l'azienda come un ibrido tra un fondo di investimento e una società tecnologica.
L'ambizione di Ferrari
Il fondatore non ha nascosto obiettivi ambiziosi: fare di Bending Spoons la più grande azienda mai costruita in Italia, forte di una valutazione che al collocamento ha superato i 18 miliardi di dollari — più del doppio degli 11 miliardi riconosciuti all'azienda in un round privato dell'ottobre 2025. Una storia che, partita da Milano, punta ora a competere sul palcoscenico globale della tecnologia.



