La decisione dei giudici
Un tassello per uscire dallo stallo. Come riferisce MilanoFinanza, i giudici del Lussemburgo — dove ha sede legale Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio — hanno autorizzato il trasferimento dello 0,4% della cassaforte dalla titolarità personale di Rocco Basilico alla sua società Rbh. Nel farlo, hanno applicato uno "sconto-holding" del 30% sul valore netto degli attivi: su questa base il mini-pacchetto è stato valutato attorno ai 150 milioni di euro, a partire da un patrimonio netto di Delfin stimato a fine dicembre intorno ai 51 miliardi.
Perché conta
Al di là delle dimensioni ridotte del pacchetto, è il criterio a fare notizia: lo sconto fissato dai giudici diventa un riferimento per valutare i futuri passaggi di quote all'interno della holding. Un punto tecnico non secondario in una successione, quella di Leonardo Del Vecchio, rimasta impigliata da anni nei veti incrociati tra gli otto soci. Lo statuto di Delfin, infatti, richiede maggioranze qualificate per le operazioni straordinarie, rendendo delicato ogni spostamento di equilibri.
Il grande riassetto
Sullo sfondo resta la partita più rilevante: la manovra di Leonardo Maria Del Vecchio, che punta a rilevare le quote dei fratelli Luca e Paola per salire dal 12,5% al 37,5% e diventare primo socio. L'operazione, del valore stimato attorno ai 10 miliardi di euro, era stata approvata dall'assemblea di fine aprile con sei voti su otto, con la contrarietà di Rocco Basilico e Claudio Del Vecchio. Proprio Basilico ha portato la questione davanti alla giustizia lussemburghese, contestando le maggioranze con cui è stata assunta la delibera.
Il valore in gioco
Delfin custodisce un portafoglio di partecipazioni imponente. La più pesante resta quella in EssilorLuxottica, il colosso mondiale degli occhiali, attorno al 32%; a questa si affiancano quote in gruppi come Generali e in altre realtà finanziarie e immobiliari. Al vertice della holding siede Francesco Milleri, che è anche amministratore delegato di EssilorLuxottica. La decisione dei giudici non chiude la contesa tra gli eredi, ma fornisce un binario su cui incanalare i prossimi passaggi.



