Una scossa nel cuore della notte

La terra è tornata a tremare sotto i Campi Flegrei. Alle 4:17 di mercoledì 25 giugno 2026 una scossa di magnitudo 3.6 ha avuto l'epicentro a circa due chilometri da Pozzuoli, a una profondità di tre chilometri, come riferisce l'ANSA. Una profondità molto bassa, tipica della sismicità dell'area, che amplifica la percezione in superficie.

L'evento ha svegliato molti residenti e, come riporta TGcom24, è stato avvertito anche a Napoli, in particolare ai piani alti degli edifici e nei quartieri che si affacciano sull'area flegrea. Al momento non si segnalano danni a persone o cose.

Non un episodio isolato

La scossa di stamattina non arriva da sola: meno di 24 ore prima l'area aveva già registrato uno sciame sismico con un evento principale di magnitudo 3.0. Si tratta dunque dell'ennesimo capitolo di una sequenza che si ripete con frequenza crescente.

Tutto si inserisce nel quadro del bradisismo flegreo, il lento sollevamento del suolo che interessa la caldera dei Campi Flegrei. Il fenomeno — legato alla dinamica del sistema idrotermale e magmatico che alimenta l'area vulcanica — ha prodotto negli ultimi anni un sollevamento del terreno nella zona di Pozzuoli e un'attività sismica via via più intensa, con sciami sempre più ravvicinati.

Monitoraggio continuo

L'area è sorvegliata 24 ore su 24 dall'INGV attraverso l'Osservatorio Vesuviano, con una rete di sensori sismici, GPS e strumenti per misurare la deformazione del suolo. I Campi Flegrei restano in un livello di allerta che impone monitoraggio costante, pur senza prefigurare nell'immediato uno scenario eruttivo.

Convivere con il rischio

Per le decine di migliaia di persone che vivono tra Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e i quartieri occidentali di Napoli, le scosse notturne come quella di oggi sono ormai una presenza ricorrente: abbastanza forti da spaventare, finora non tali da provocare danni. La Protezione Civile mantiene attivi i piani di emergenza e ha condotto più volte esercitazioni di evacuazione, nella consapevolezza che la situazione richiede attenzione costante e una popolazione informata e preparata.