La Corte d'Assise di Milano ha condannato a dieci anni di reclusione Marek Konrad Daniec, camionista polacco di 43 anni, ritenuto responsabile della morte della compagna, l'ex ballerina bielorussa Hanna Herasimchyk, 46 anni. La sentenza, di primo grado, è stata pronunciata il 22 giugno 2026 e ha riqualificato l'imputazione da omicidio volontario in omicidio preterintenzionale.
La vittima e il ritrovamento
Hanna Herasimchyk era stata in passato una ballerina. Il suo corpo fu trovato senza vita il 13 giugno 2024 nell'appartamento che condivideva con il compagno a Pozzuolo Martesana, alle porte di Milano. Le indagini dei carabinieri portarono, mesi dopo, all'arresto di Daniec, inizialmente accusato di averla uccisa volontariamente.
L'evoluzione dell'accusa
L'impianto accusatorio è cambiato nel corso del procedimento. L'ipotesi iniziale era che l'uomo avesse soffocato la donna, ma gli accertamenti medico-legali non hanno permesso di stabilire con certezza che la morte fosse stata provocata da asfissia o strangolamento. La consulenza ha evidenziato che la vittima soffriva di una miocardite, una grave condizione cardiaca che, secondo i periti, ebbe un ruolo determinante nell'esito fatale.
Alla luce di questi elementi, lo stesso pubblico ministero ha chiesto di riqualificare il reato in omicidio preterintenzionale, sollecitando una pena di dodici anni e sostenendo che non vi fossero elementi per affermare il dolo oltre ogni ragionevole dubbio, come ricostruisce Il Giorno. La Corte ha accolto la nuova qualificazione fissando la condanna in dieci anni.
La dinamica accertata
Secondo la ricostruzione, la morte sarebbe avvenuta al culmine di un litigio tra i due. Daniec avrebbe aggredito e colpito la compagna, che nel corso della colluttazione avrebbe battuto la testa, restando poi a terra. In questo contesto la condizione cardiaca già compromessa della donna avrebbe inciso in modo decisivo. Il quadro delineato dai giudici è dunque quello di una violenza non finalizzata a uccidere, ma sfociata nella morte per il sommarsi delle percosse e della patologia preesistente.
I risarcimenti e i prossimi passi
La Corte ha riconosciuto provvisionali ai familiari della vittima: 100mila euro alla madre e 70mila euro a ciascuno dei due fratelli. Daniec, arrestato a fine 2024 e poi passato ai domiciliari dopo l'emergere delle nuove evidenze mediche, resta ai domiciliari in attesa del deposito delle motivazioni, previsto entro 90 giorni. Trattandosi di una sentenza di primo grado, la decisione potrà essere impugnata in appello.



