Un'inchiesta per voto di scambio scuote Spadafora, comune della provincia di Messina. Il sindaco, Letterio Pistone, è stato raggiunto da una misura cautelare agli arresti domiciliari, mentre una segretaria di seggio risulta indagata per aver, secondo l'accusa, spiato il voto di elettori anziani e disabili. Lo riferisce l'ANSA. Per tutte le persone coinvolte vale, è bene ribadirlo, la presunzione di innocenza: si tratta di un quadro accusatorio ancora da verificare nelle sedi giudiziarie.
Le accuse
Le indagini, condotte dai carabinieri e coordinate dalla Procura di Messina, ipotizzano a vario titolo i reati di scambio elettorale politico-mafioso e corruzione elettorale a carico del primo cittadino, e di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio per la segretaria di seggio, una insegnante di 51 anni.
Secondo la ricostruzione dell'accusa riferita dall'ANSA, la donna avrebbe controllato le operazioni di voto compiute da persone anziane o disabili, informando in tempo reale il candidato poi eletto e alterando alcune schede bianche o contestabili in suo favore. È in questo passaggio che si inserirebbe l'assistenza "pilotata" al voto degli elettori più fragili, che per legge possono essere accompagnati in cabina solo a condizioni precise.
La presunta contropartita
In cambio di questa presunta attività, sempre secondo gli inquirenti, l'insegnante avrebbe ottenuto un incarico di collaborazione a titolo volontario con il Comune di Spadafora in ambito scolastico e l'ammissione di un familiare a una posizione retribuita di servizio civico presso la Pro Loco locale.
Sul fronte politico-mafioso, le cronache locali — come il Quotidiano di Sicilia — riferiscono che la misura cautelare avrebbe riguardato anche altre persone, ritenute dagli investigatori in grado di procurare consensi sfruttando la percezione di legami con ambienti criminali del territorio. Si tratta di elementi attribuiti alle ricostruzioni giornalistiche locali, da verificare con gli atti ufficiali.
Un caso che tocca i diritti dei più fragili
Al di là dei singoli capi d'imputazione, l'inchiesta tocca un nervo scoperto: la tutela del voto segreto e dei diritti degli elettori più vulnerabili. L'assistenza al voto per le persone con disabilità è uno strumento di garanzia previsto dalla legge, non un canale da piegare a fini di consenso. Sarà ora la magistratura a stabilire se e in che misura le accuse troveranno conferma. Gli indagati avranno modo di chiarire la propria posizione nelle sedi opportune.



