Un traguardo che cambia la storia
C'è un momento preciso in cui la storia dello sport italiano cambia: è il 27 giugno 2026, sulle onde di Saquarema, in Brasile. Leonardo Fioravanti chiude al secondo posto il Vivo Rio Pro, sesta tappa del Championship Tour della World Surf League, e con quei punti scavalca il brasiliano Ítalo Ferreira in testa alla classifica mondiale. Per la prima volta, un italiano è numero 1 del circuito professionistico di surf più importante del pianeta. «È una sensazione incredibile», ha detto a caldo il surfista romano. «È veramente un sogno.»
In finale a Saquarema Fioravanti si è arreso al padrone di casa Yago Dora per 15.00 a 13.17, ma quel secondo posto è valso comunque la vetta del ranking.
Chi è Leonardo Fioravanti
Nato a Roma l'8 dicembre 1997, Fioravanti ha iniziato a surfare da bambino e si è imposto presto come un talento fuori dal comune. Nel 2017 è diventato il primo italiano nella storia a qualificarsi per il WSL Championship Tour, il massimo circuito mondiale, e da allora non ha più lasciato l'élite. Atleta sostenuto da Red Bull, ha rappresentato l'Italia alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e di Parigi 2024, contribuendo a portare il surf azzurro sui grandi palcoscenici internazionali. La conquista della vetta arriva a 28 anni, dopo oltre un decennio ai massimi livelli.
Cosa significa per il surf italiano
La notizia ha un peso che va oltre il singolo risultato. In una disciplina in cui l'Italia è storicamente ai margini rispetto ai Paesi di tradizione oceanica, avere un numero 1 mondiale è un segnale potente: come Jannik Sinner nel tennis, Fioravanti porta il tricolore in cima a una classifica globale in uno sport che da noi conta una comunità appassionata ma numericamente contenuta. Ai giovani che surfano le coste della Sardegna, della Sicilia o del Lazio, dimostra che si può arrivare fino in fondo.
La stagione è ancora lunga
Il Championship Tour 2026 non è finito: restano diverse tappe e il titolo mondiale è tutto da decidere. Fioravanti affronterà da leader le prossime sfide del circuito, che riunisce i migliori surfisti del mondo su onde iconiche dall'Australia al Brasile, dal Portogallo alle Hawaii. Per ora, però, la maglia gialla è sua — e quel primato resta comunque scritto nella storia dello sport italiano.



