Il castello che nasce dall'acqua

Ci sono monumenti che non hanno bisogno di presentazioni: bastano una fotografia e un tramonto. La Fortezza aragonese di Le Castella, nel comune di Isola di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, è uno di quei luoghi che sembrano inventati da un pittore romantico e invece esistono davvero, aggrappati a uno scoglio nello Ionio. Dal 28 giugno 2026 quel cancello torna aperto, dopo un intervento di restauro e riqualificazione finanziato con i fondi del PNRR, destinati in particolare all'abbattimento delle barriere architettoniche, cognitive e sensoriali.

Secoli di storia in pietra

La fortezza ha radici antichissime. Le prime tracce di un presidio sul promontorio risalgono alla Magna Grecia, con resti murari datati tra il IV e il III secolo avanti Cristo riportati alla luce nel Novecento. È però l'età aragonese a darle l'aspetto attuale: secondo la voce dedicata di Wikipedia, il castello fu conquistato dalle forze di Alfonso V d'Aragona nel 1444 e ricostruito, nella sua forma di rocca militare, sotto Alfonso II di Napoli, con lavori conclusi nel 1487. Nei secoli la fortezza ha cambiato funzioni e proprietari senza mai perdere la presa sull'immaginario: è oggi il simbolo della costa ionica, inserita nell'area marina protetta di Capo Rizzuto.

Cosa cambia con il restauro

L'intervento, gestito dai Parchi archeologici di Crotone e Sibari, si è concentrato sul piano terra e sulle aree esterne, con il filo conduttore dell'accessibilità. Come riferisce l'ANSA, sono stati restaurati la pavimentazione della terrazza panoramica e installate nuove ringhiere di sicurezza, oltre a segnaletica didattica aggiornata, mappe tattili e servizi rinnovati; le soluzioni per i visitatori con disabilità visive sono state messe a punto con l'Unione italiana ciechi e ipovedenti di Cosenza. Il direttore dei Parchi archeologici, Filippo Demma, ha spiegato che non si è trattato solo di riaprire un cancello, ma di offrire percorsi pensati per accogliere ogni visitatore con dignità — un approccio che migliora l'esperienza di chiunque, non solo delle persone con disabilità.

Orari e prossimi lavori

Nei primi giorni dopo la riapertura l'ingresso è gratuito, con orario dalle 9 alle 20. Dal 1° luglio scatta il calendario estivo, con apertura prolungata fino alle 23 e bigliettazione ordinaria: un orario serale che promette visite al tramonto e sotto le stelle. Ulteriori interventi di restauro sono già previsti dopo l'estate, senza nuove chiusure al pubblico.

Un tassello per la Calabria

La riapertura arriva mentre la Calabria recupera progressivamente i propri siti culturali come leva di attrattività. In una regione con un patrimonio storico-archeologico straordinario e spesso sottovalutato — dai Bronzi di Riace a Sibari, da Scolacium a Locri — ogni restauro completato è un segnale. Il castello aragonese sul mare, con la sua sagoma inconfondibile, resta tra i biglietti da visita più potenti della costa ionica: dal 28 giugno, di nuovo, è possibile varcarne la soglia.