Una cornice senza uguali
Ci sono luoghi a Roma che non smettono di sorprendere anche dopo millenni, e la Basilica di Massenzio — l'imponente scheletro di laterizio che si staglia sul Foro a pochi passi dal Colosseo — è uno di questi. Dal 2 al 29 luglio 2026 torna a riempirsi di musica: l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha scelto questa cornice straordinaria, all'interno del Parco archeologico del Colosseo, per la propria stagione estiva, in quello che si annuncia come uno degli appuntamenti culturali più attesi dell'anno romano. La struttura allestita per il pubblico potrà ospitare fino a 1.500 spettatori a sera.
Il programma: dal grande sinfonismo al cinema
Ad aprire la rassegna, il 2 luglio, sarà il direttore Manfred Honeck alla guida dell'Orchestra di Santa Cecilia, con il pianista Alexander Malofeev solista nel Primo Concerto e nella Quinta Sinfonia di Čajkovskij: un esordio nel segno del grande romanticismo. Due giorni dopo, il 4 luglio, la basilica diventerà un crocevia tra danza urbana e Barocco, con la coreografia di Mourad Merzouki sulle Quattro Stagioni di Vivaldi e l'ensemble Le Concert de la Loge.
Tra gli appuntamenti più originali, il 9 luglio il compositore francese Alexandre Desplat — più volte premiato agli Oscar — dirigerà in prima persona le sue colonne sonore più celebri, da Harry Potter a The Grand Budapest Hotel, da The Shape of Water a The Imitation Game: un viaggio nel cinema raccontato dal suo autore, con le rovine antiche trasformate in sala a cielo aperto. Il 15 luglio è in programma un tributo a Giuseppe Verdi.
Le notti di luglio
Il 17 e il 18 luglio arriva Daniel Harding, direttore musicale dell'Accademia, con uno dei programmi più attesi: la Rhapsody in Blue di Gershwin affidata al pianoforte di Stefano Bollani, tra jazz sinfonico e pagine europee. Il 21 luglio spazio a un recital pianistico dedicato a Chopin con la giovane Martina Meola, mentre il 24 luglio Jérémie Rhorer dirigerà il Requiem di Mozart — pagina testamentaria per eccellenza, difficile da immaginare in cornice più evocativa di una basilica imperiale. La rassegna si chiuderà il 29 luglio con il Concerto Köln, ensemble specializzato in prassi esecutiva storica, dedicato a Händel e Vivaldi.
Una macchina imponente
Dietro ogni serata c'è uno sforzo organizzativo non comune: l'Accademia schiera circa cento professori d'orchestra, settanta coristi e altrettanti addetti, a cui si aggiunge la sfida tecnica di bilanciare acustica, luci e sicurezza in uno spazio archeologico. Il risultato, se il programma manterrà le promesse, sarà un luglio romano all'altezza della sua storia: classici del repertorio, incursioni nel cinema, virtuosi affermati e giovani talenti. La Basilica di Massenzio, che per secoli ha visto passare eserciti e pellegrini, aggiunge così un nuovo capitolo alla sua lunghissima biografia. Biglietti e programma completo sul sito dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.



