Il restauro
Il film è stato restaurato in 2K da Cine Lab Services, la casa di post-produzione romana, ed è stato presentato al Giffoni Film Festival nella sezione Elements +3, quella dedicata ai bambini più piccoli e alle famiglie. Dal 20 luglio è disponibile su Mediaset Infinity.
Enzo D'Alò, che lo diresse, ha messo l'accento su quello che il restauro non cambia: "L'animazione cambia ed evolve, ma credo che lo spirito dell'animazione sia legato al contenuto, alla sceneggiatura, alla storia".
Perché quel film ha contato
La gabbianella e il gatto uscì nel 1998, tratto dal racconto di Luis Sepúlveda, e per l'animazione italiana rappresentò qualcosa di raro: un film d'autore che funzionò anche in sala, contro un mercato in cui i lungometraggi animati arrivavano quasi esclusivamente da Hollywood.
La storia è quella di un gatto che promette a una gabbiana morente di proteggere il suo uovo, di crescere il pulcino e di insegnargli a volare. Sono tre promesse impossibili, ed è tutto il film: un animale che si prende cura di un altro animale che non gli somiglia, in un porto del Nord Europa sporco di petrolio.
Nel 1998 quel racconto veniva letto soprattutto come una favola ecologica. Riletto oggi, la parte che regge meglio è un'altra: la comunità dei gatti che si organizza per fare, insieme, una cosa che nessuno di loro saprebbe fare da solo, e che nessuna regola della loro specie prevede.
Le voci e la musica
Il film ebbe un impianto sonoro insolitamente curato per l'animazione italiana del periodo. Nel progetto hanno lavorato il compositore David Rhodes e, fra gli altri, Samuele Bersani, Ivana Spagna, Gaetano Curreri, Antonio Albanese e Leda Battisti.
È uno degli aspetti per cui il film è rimasto in circolo: chi lo ha visto da bambino ricorda le canzoni prima delle scene.
Cosa vuol dire restaurare un cartone animato
Il restauro di un film d'animazione ha un problema che quello dal vero non ha. In un film girato dal vero si punta a recuperare quello che l'obiettivo ha registrato. In un film disegnato non esiste un originale in natura: esiste una scelta cromatica fatta a tavolino, che il supporto e i procedimenti dell'epoca hanno restituito solo in parte.
Ripulire l'immagine significa quindi decidere, tavola per tavola, quale fosse l'intenzione. È la ragione per cui il coinvolgimento del regista in un'operazione come questa non è un dettaglio promozionale: senza di lui, il restauro sarebbe una ricostruzione a memoria altrui.
E adesso
L'arrivo su una piattaforma cambia il pubblico potenziale del film più di quanto lo cambi il restauro. Una generazione lo ha visto in VHS e poi in DVD, un'altra non lo ha mai visto affatto. Metterlo a disposizione in streaming nello stesso giorno della presentazione al Giffoni è la scelta che dà davvero al film una seconda vita, più della definizione dei colori.



