Dieci gol in una partita che non contava

La finale per il terzo posto è per definizione la gara che nessuno voleva giocare. A Miami Gardens, sabato sera, è diventata la partita più prolifica dei Mondiali da quarantaquattro anni: l'Inghilterra ha battuto la Francia 6-4, e per trovare tanti gol in un incontro iridato bisogna risalire al 10-1 con cui l'Ungheria travolse El Salvador nel 1982.

Gli inglesi hanno costruito il vantaggio nel primo tempo con Declan Rice, Ezri Konsa e una doppietta di Bukayo Saka, che all'87' ha poi completato la tripletta trasformando un rigore. Il sesto gol lo ha firmato Jude Bellingham nel recupero.

In mezzo c'è stata la rimonta francese, aperta a inizio ripresa e mai davvero completata: Kylian Mbappé è andato a segno più volte, con Bradley Barcola e Ousmane Dembélé a comporre il resto del tabellino. Sul numero esatto di reti attribuite a Mbappé in questa partita le fonti non concordano, e va quindi presa con cautela.

Il record che passa di mano

La cifra che resterà è però un'altra. Con la serata di Miami, Kylian Mbappé è arrivato a ventidue reti complessive nella storia dei Mondiali: una in più di Lionel Messi, che si era fermato a ventuno. È il nuovo primato assoluto di marcature nel torneo, e arriva in una gara di consolazione, il che ha un che di ironico per un giocatore che ai Mondiali ha quasi sempre segnato quando serviva.

Nel solo torneo del 2026 Mbappé è a quota dieci gol, un bottino che lo mette in testa alla corsa per la Scarpa d'Oro. C'è però una postilla non trascurabile: Messi scenderà in campo domenica nella finale contro la Spagna, e ha ancora novanta minuti (o più) per rimettere in discussione entrambe le classifiche.

Saka e Bellingham, due primati inglesi

Sul fronte inglese la serata ha prodotto due statistiche di peso. Saka è diventato il quarto giocatore della nazionale maschile inglese a segnare una tripletta in un Mondiale. Bellingham, con la rete del 6-4, è il primo inglese ad arrivare a sette gol in una singola edizione del torneo: un dato che ridimensiona la lettura di un'Inghilterra arrivata terza come squadra incompiuta.

L'addio di Deschamps

Per la Francia la partita ha avuto un significato in più: era l'ultima da commissario tecnico per Didier Deschamps, in carica dal 2012. Quattordici anni, un titolo mondiale nel 2018, due finali e ora un quarto posto come congedo. Non è l'uscita che i suoi giocatori avrebbero voluto regalargli, come diversi di loro hanno riconosciuto nel dopopartita.

La vera finale si gioca domenica: Spagna contro Argentina, con Messi che insegue l'ultimo trofeo e, forse, un record appena perduto.