C'è un modo di guardare l'architettura che non si accontenta di documentarla, ma la smonta, la ricostruisce in miniatura e la rimette in scena. È quello scelto da Marco Palmieri per il suo omaggio a uno dei capolavori del Cinquecento italiano: dal 24 giugno al 13 settembre 2026 la Camera delle Cariatidi di Palazzo Te, a Mantova, accoglie "Cinque Quinte. Omaggio a Palazzo Te", con inaugurazione fissata per il 23 giugno alle ore 17.

Cinque variazioni su un cortile

Il titolo gioca con l'ambiguità della parola "quinte": insieme le cinque parti di un tutto e gli elementi scenografici che, a teatro, delimitano lo spazio dell'azione. Al centro del lavoro c'è il Cortile d'Onore, il cuore prospettico del palazzo progettato da Giulio Romano. Palmieri non lo fotografa dal vero: ne costruisce un vero e proprio set in scala, dipinto ad acquerello, che viene poi allestito e fotografato in cinque variazioni architettoniche. Volumi colorati si dispongono lungo una linea prospettica centrale come presenze enigmatiche, sospese tra il rigore della pianta e l'invenzione del sogno.

Il risultato è un cortocircuito tra fotografia, pittura e modellismo: l'immagine finale appare come uno spazio reale, ma nasce da una messa in scena interamente artificiale. È proprio questa tensione a restituire la "matrice teatrale" del cortile gonzaghesco, luogo pensato fin dall'origine per la rappresentazione e lo stupore.

Un metodo multidisciplinare

La serie esposta a Mantova non è un episodio isolato ma, come segnalano le agenzie, parte di una ricerca più ampia che Palmieri conduce attraversando diversi linguaggi: il disegno, l'acquerello, la costruzione di piccoli modelli e la fotografia. Ogni medium è una fase del processo, non un fine in sé, e l'opera finale conserva memoria di tutti i passaggi che l'hanno generata. L'artista arriva a Palazzo Te dopo aver presentato la sua serie "Passaggi" all'Istituto Italiano di Cultura di Parigi.

Catalogo e cornice del cinquecentenario

La mostra è promossa dalla Fondazione Palazzo Te e accompagnata da un catalogo edito da Corraini Edizioni, con un testo critico di Stefano Baia Curioni. L'appuntamento si inserisce nel programma con cui Palazzo Te celebra in questi mesi i cinquecento anni dalla sua fondazione, una stagione che ha portato tra le sue sale grandi progetti di arte contemporanea.

In questo contesto, le "Cinque Quinte" di Palmieri offrono una chiave intima e raffinata: non un confronto frontale con la storia, ma un gioco di specchi tra il modello e il monumento, tra la scena dipinta e la pietra che l'ha ispirata. L'ingresso alla Camera delle Cariatidi consente di leggere l'opera in rapporto diretto con gli spazi originali, secondo quella vocazione site-specific che è il filo conduttore dell'intero progetto.