Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è atteso a Islamabad per una visita di un solo giorno destinata a celebrare il ruolo che il Pakistan ha avuto nel riavvicinamento tra Teheran e Washington. Lo riferisce l'agenzia ANSA, che cita i media statali iraniani, mentre la stampa pakistana fornisce il quadro completo dell'agenda.

Un viaggio di gratitudine

Secondo Arab News, nel corso della tappa Pezeshkian incontrerà separatamente il presidente Asif Ali Zardari e il primo ministro Shehbaz Sharif, per colloqui che spazieranno dai dossier bilaterali — commercio, investimenti e sviluppo economico — alla sicurezza regionale. Il filo conduttore, però, è il riconoscimento del lavoro diplomatico svolto da Islamabad. L'Iran, ha fatto sapere Teheran, ricorderà gli sforzi "costruttivi" del Pakistan, secondo quanto riferito dall'Express Tribune.

La road map dei 60 giorni

La visita arriva all'indomani di una svolta nei negoziati indiretti tra Stati Uniti e Iran. I colloqui ospitati al Bürgenstock, in Svizzera, e mediati da Pakistan e Qatar, si sono chiusi con l'intesa su una tabella di marcia di 60 giorni verso un accordo definitivo. Il meccanismo, secondo le ricostruzioni, poggia su un Alto Comitato con funzioni di indirizzo politico, gruppi di lavoro su nucleare, sanzioni e risoluzione delle controversie, una linea di comunicazione diretta per prevenire incidenti e una cellula di de-confliction per il Libano. Sul tavolo restano i nodi più delicati: il programma nucleare iraniano, la rimozione delle sanzioni e la sicurezza dei traffici commerciali.

Hormuz, Libano e gli interessi in gioco

Tra gli obiettivi del percorso negoziale figurano la riapertura piena dello Stretto di Hormuz e la garanzia di un transito sicuro per le navi mercantili, una posta cruciale per i mercati energetici globali e — come abbiamo raccontato — per le stesse imprese e navi italiane. La distensione segue la fase di scontro aperto tra Iran da una parte e Israele e Stati Uniti dall'altra, e si inserisce nel solco dei contatti indiretti tra Teheran e Washington dei mesi scorsi.

Il Pakistan, confinante con l'Iran e attore dal peso crescente nel dossier mediorientale, punta a consolidare un ruolo di garante regionale, mentre per Teheran l'apertura di credito verso Islamabad serve anche a rafforzare un partner pragmatico. Il premier Sharif ha definito l'intesa un passaggio "storico" e ha assicurato il sostegno del Pakistan anche nella fase successiva del negoziato con gli Stati Uniti. Resta da vedere se i 60 giorni basteranno a trasformare una tregua fragile in un accordo duraturo.