Per secoli è stato un mistero ben custodito dietro i cancelli di Buckingham Palace. Ora, per la prima volta, un re britannico mette nero su bianco quanto versa al fisco. Carlo III ha annunciato che renderà pubblico il proprio conto personale con le tasse, una mossa senza precedenti che punta a smorzare le polemiche sui conti della monarchia (France 24). Ma quanto incassa davvero il sovrano? E soprattutto: paga le tasse come un comune cittadino?
Il Sovereign Grant: lo "stipendio" pubblico della Corona
La prima voce è la più nota. Il Sovereign Grant è l'assegno annuale che lo Stato versa alla Casa reale per le funzioni ufficiali, calcolato come percentuale dei profitti del Crown Estate, l'immenso patrimonio immobiliare della Corona. Per l'anno fiscale 2024-25 il Sovereign Grant è rimasto fermo a 86,3 milioni di sterline, stabile per il quarto anno consecutivo, come certifica il rapporto ufficiale della Royal Family.
L'assegno è però destinato a impennarsi: salirà a oltre 130 milioni di sterline nei prossimi due esercizi, gonfiato dai profitti miliardari del Crown Estate, soprattutto grazie agli impianti eolici offshore (Newsweek). Attenzione però: il Sovereign Grant non finisce nelle tasche di Carlo come reddito personale. Serve a coprire viaggi ufficiali, personale, ricevimenti e la manutenzione dei palazzi, compresa la maxi-ristrutturazione di Buckingham Palace.
Il Ducato di Lancaster: la cassaforte privata
La parte davvero personale arriva da altrove: il Ducato di Lancaster, un portafoglio di terreni, immobili e attività finanziarie che storicamente alimenta la cosiddetta Privy Purse, la borsa privata del sovrano. Nel 2024-25 il Ducato ha fruttato a Carlo un reddito privato stimato attorno ai 27 milioni di sterline. A questi si aggiungono le rendite di tenute private come Sandringham e Balmoral e i proventi di investimenti personali.
Le tasse: un re che paga (ma per scelta)
E qui sta il punto più curioso. Per legge il monarca britannico è esente dall'imposta sul reddito, dalla capital gains tax e dall'imposta di successione. In altre parole, Carlo potrebbe non versare un centesimo e sarebbe perfettamente legale. Dal 1993, però, i sovrani britannici hanno scelto di pagare volontariamente l'imposta sul reddito e quella sulle plusvalenze, sotto la pressione dell'opinione pubblica. È proprio su questa base che Carlo paga il fisco sui profitti del Ducato di Lancaster e sui redditi privati.
La novità storica annunciata è che, per la prima volta, l'importo esatto di queste tasse versate sarà reso pubblico all'interno dei conti annuali della Casa reale.
Una trasparenza a metà
La decisione arriva in un clima di crescente scrutinio sui privilegi fiscali della monarchia. Pubblicare il conto con il fisco è un gesto simbolico forte, ma resta il fatto che il re continua a godere di esenzioni che nessun altro contribuente britannico ha. Per i sostenitori è un passo verso la modernità; per i critici, un velo di trasparenza su un sistema che resta strutturalmente privilegiato. La cifra esatta, quando uscirà, dirà molto su quanto Carlo abbia voluto davvero scoprirsi.



