Il logoramento politico di Keir Starmer, di cui avevamo già raccontato le tappe, è arrivato al capolinea. Lunedì 22 giugno 2026 il primo ministro britannico ha annunciato le dimissioni da leader laburista e da capo del governo, aprendo una corsa alla successione che, allo stato attuale, sembra avere già un favorito netto: Andy Burnham.
L'annuncio delle dimissioni
Davanti a Downing Street, un visibilmente provato Starmer ha riconosciuto che il suo stesso partito si interrogava se fosse l'uomo giusto per guidarlo alle prossime elezioni generali. «Resterò al mio posto fino a che la procedura per la successione sarà completata», ha precisato, secondo quanto riportato dall'ANSA. La sua esperienza al numero 10 si chiude dopo poco più di due anni dalla vittoria laburista del 2024, segnati da difficoltà economiche, calo di consensi e una pesante sconfitta alle amministrative del 7 maggio.
La candidatura di Burnham
Poco dopo l'annuncio, Andy Burnham ha confermato la propria candidatura alla leadership. Sindaco di Greater Manchester, Burnham è rientrato a Westminster grazie alla vittoria in un'elezione suppletiva il 18 giugno, conquistando il seggio in Parlamento necessario per concorrere. Al suo arrivo alla Camera dei Comuni — dove, riferisce l'ANSA, è stato accolto «come una star» dai deputati laburisti — ha promesso un cambiamento del partito e del Paese.
Lo scenario politico
La corsa, sulla carta aperta, si è già fortemente sbilanciata. Il principale potenziale rivale, il ministro della Salute Wes Streeting, esponente dell'ala blairista, ha rinunciato e ha annunciato il suo sostegno a Burnham, spiegando che il Labour dovrebbe concentrarsi sul realizzare il cambiamento anziché dividersi. Sul piano delle regole, ogni candidato ha bisogno delle firme di un numero consistente di parlamentari per innescare una contesa vera e propria: le candidature si chiuderanno a metà luglio e, se nessun altro nome raccoglierà il quorum, Burnham potrebbe insediarsi a Downing Street entro il 17 luglio senza passare per il voto degli iscritti.
Il contesto della crisi
Le dimissioni maturano in un clima reso incandescente dall'ascesa di Reform UK, il partito di destra populista guidato da Nigel Farage, dato in forte crescita nei sondaggi con una retorica anti-establishment. La pressione su un Regno Unito ancora alle prese con le conseguenze economiche e politiche della Brexit ha eroso la maggioranza laburista, lasciando a chi raccoglierà l'eredità di Starmer il compito di rilanciare il partito in vista delle prossime elezioni generali.



